Cars, 20 anni di motori e passione: le curiosità che forse non conoscevi

A vent’anni dall’uscita di Cars, riscopriamo alcune delle curiosità più interessanti nascoste nel film Pixar dedicato ai motori che ha appassionato generazioni
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Cars, 20 anni di motori e passione: le curiosità che forse non conoscevi
© Disneyland Press room

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 24 agosto 2026, 17:48

Doc Hudson e la storia di Herb Thomas

Il passato di Doc Hudson è uno degli elementi centrali della storia di Cars. Prima di diventare il giudice di Radiator Springs, Doc era stato infatti una leggenda delle competizioni.

Dietro il personaggio ci sarebbe anche un importante riferimento alla vera storia delle corse americane: Herb Thomas, protagonista della NASCAR dei primi anni Cinquanta al volante di una Hudson Hornet.

Il parallelismo non riguarda soltanto l’automobile. Come accade a Doc nel film, anche la carriera agonistica di Thomas fu profondamente segnata da un terribile incidente.

Il personaggio diventa così un omaggio a una pagina realmente esistita del motorsport americano, trasformata dalla Pixar in uno degli archi narrativi più importanti della pellicola.

Il cognome McQueen è un omaggio a Glenn McQueen

Anche il nome del protagonista nasconde un significato particolare. Il cognome di Saetta McQueen è infatti un omaggio a Glenn McQueen, animatore Pixar che lavorò a film come Toy Story e A Bug’s Life.

McQueen morì prematuramente nel 2002. Pixar decise quindi di ricordarlo attraverso il cognome del protagonista del suo film dedicato al mondo delle automobili.

Un riferimento molto meno scherzoso rispetto agli altri easter egg disseminati nella pellicola e, proprio per questo, uno dei più significativi.

Jeremy Clarkson è l’agente di Saetta

C’è infine una curiosità che non poteva che attirare l’attenzione degli appassionati di automobili.

Harv, l’agente di Saetta McQueen, nella versione inglese della pellicola è doppiato da Jeremy Clarkson, uno dei volti televisivi più conosciuti del mondo dell’automobile.

Il personaggio non viene mai mostrato fisicamente e comunica con Saetta al telefono, ma la scelta della sua voce rappresenta un altro piccolo collegamento tra l’universo immaginario di Cars e la cultura automobilistica reale.

A vent’anni di distanza, sono proprio dettagli come questi a rendere ancora divertente tornare a guardare Cars con gli occhi di un appassionato di motorsport. Tra un riferimento alla Ferrari, un richiamo alla NASCAR e gli omaggi agli altri film Pixar, dietro la storia di Saetta McQueen c’è molto più di quanto possa sembrare a una prima visione.

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