Cars, 20 anni di motori e passione: le curiosità che forse non conoscevi

Pubblicato il 24 agosto 2026, 17:48
Sono passati vent’anni dall’arrivo di Cars – Motori ruggenti nelle sale cinematografiche italiane. Il film Pixar ha accompagnato un’intera generazione di appassionati di automobili e motorsport, trasformando Saetta McQueen, Doc Hudson e gli abitanti di Radiator Springs in personaggi diventati ormai iconici.
Dietro le avventure di Saetta, però, si nascondono numerosi dettagli che possono facilmente sfuggire durante la visione. Citazioni, giochi di parole e riferimenti al mondo delle corse che, a vent’anni di distanza, vale la pena riscoprire.
Lightyear e Dinoco: un omaggio a Toy Story
Partiamo da uno dei dettagli più evidenti per chi segue il motorsport: gli pneumatici Lightyear utilizzati nel film.
Il nome è un doppio omaggio. Da una parte richiama Goodyear, storico marchio di pneumatici legato al mondo delle competizioni; dall’altra rimanda naturalmente a Buzz Lightyear, l’astronauta protagonista di Toy Story.
Anche Dinoco, uno dei marchi più importanti nell’universo di Cars, non nasce con il film del 2006.
La compagnia petrolifera fittizia era infatti già comparsa in Toy Story, dove si poteva vedere una sua stazione di servizio. In Cars, invece, Dinoco entra direttamente nel mondo del motorsport e diventa il prestigioso sponsor di The King, nonché il marchio che Saetta McQueen sogna di rappresentare.
Un piccolo filo conduttore che collega due degli universi più celebri creati dalla Pixar.
La targa di Luigi porta a Maranello
Tra gli abitanti di Radiator Springs, pochi possono competere con Luigi e Guido quando si parla di passione per la Ferrari. La Fiat 500 gialla ha occhi praticamente soltanto per le vetture del Cavallino Rampante.
E proprio Luigi nasconde uno dei riferimenti più interessanti per gli appassionati italiani.
La sua targa riporta infatti il codice 445-108. I numeri richiamerebbero le coordinate 44,5 e 10,8, che conducono nell’area di Maranello, sede della Ferrari.

Un dettaglio minuscolo e facilissimo da non notare durante la visione, ma perfettamente coerente con la personalità di Luigi e con la sua sconfinata passione per la Casa di Maranello.
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