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Rosenqvist, una vita in 23 millesimi: dalla Svezia ad Indianapolis passando per Macao
Rosenqvist, vincitore in F3 e Macao, aveva vagato tra le tante categorie del motorsport prima di questa 500 Miglia d'Indianapolis che vale una carriera

Pubblicato il 26 maggio 2026, 14:05 (Aggiornato il 26 maggio 2026, 12:35)
In 23 millesimi ti può cambiare la vita. E' un tempo impercettibile per l'uomo, più breve addirittura di un battito di ciglia. Un tempo dentro il quale un uomo, sostanzialmente, non ha proprio modo di fare qualcosa. Vale nella vita di tutti i gironi, non nelle corse. Perché in 23 millesimi ti può cambiare la vita, appunto: chiedere a Felix Rosenqvist e David Malukas, per i quali 23 millesimi hanno fatto tutta la differenza del mondo.
A Macao i giorni migliori. Fino ad oggi
Mentre David piange, Felix si gode un latte mai così dolce. Finora era quasi sempre stato un mediano, magari dai piedi buoni, ma mai uno capace di prendersi di forza la ribalta. Eccezion fatta per quella Macao che invece ne aveva esaltato il talento, nel biennio 2014-2015: aveva vinto prima con la tedesca Mucke, poi con l'italianissima Prema. Felix Rosenqvist era stato uno specialista, di Macao con la F3: sei partecipazioni, due vittorie, due pole e quattro podi. Roba pregiata, ma purtroppo per lui vecchia: perché da allora era diventato un personaggio in cerca d'autore, vagando nello spazio del motorsport per toccare pianeti differenti, nei quali però aveva sempre dato la sensazione di non sentirsi mai veramente a casa. Da ragazzino, aveva vinto nella Formula Renault di Asia, Svezia e Nuova Zelanda; si era poi affacciato alla F3, nella quale per due volte aveva vinto il Masters di Zandvoort, mentre nell'Europeo aveva fatto in tempo ad affrontare gente come Ocon, Verstappen, Fuoco e Giovinazzi, vincendo la categoria nel 2015 proprio davanti a Giovinazzi, una categoria che nel frattempo aveva salutato Verstappen e dato il benvenuto a Leclerc. Tutta gente più giovane di lui, comunque: classe 1991, Felix Rosenqvist vedeva passare gli anni senza l'acuto decisivo, e diciamo pure l'occasione giusta: in tanti sono concordi che in Europa non abbia avuto l'occasione che avrebbe meritato.
Una giornata indimenticabile
Aveva 24 anni quando vinse la F3, giovane sì ma non troppo per essere considerato un talento in erba. Da lì allora i tentativi disparati, tra GT, Indy Lights e DTM, prima di sbarcare in Giappone con la Super Formula e nella Formula E. Poi però la IndyCar, a partire dal 2019: risultati alla mano, non fu amore a prima vista, anche se impiegò solo un anno e poco più per il primo centro, a Road America 2020. Fino ad oggi, era stato l'unico successo in IndyCar prima di questa 500 Miglia di Indianapolis. Ed a volte, si fa fatica a comprendere se la Brickyard i suoi campioni li accolga o li scelga lei direttamente.
Quell'ultimo giro è diventato un onboard da brivido, un duello da fiato sospeso: meno di un minuto in tutto, uno spazio per giocarsi una carriera. Due sorpassi subiti in avvio, tre quarti di giro fianco a fianco ad un'altra macchina, poi l'aggancio ad una scia che è stata decisiva. E' stata una lotta stupenda, in una 500 Miglia che, per l'edizione 2026, ovvero la numero 110 della storia, ha deciso di entrare nel libro dei record. Perché 23 millesimi di differenza tra primo e secondo non si erano mai visti in volata sull'iconico traguardo fatto di mattoncini, un traguardo che ne ha viste tante ma che un distacco del genere non lo aveva visto mai. Tra il pianto di delusione di Malukas e la gioia di Felix, ci sono quei 23 millesimi che valgono una carriera. Chissà che cosa c'è, nel futuro di Felix Rosenqvist: giornate del genere è difficile ripeterle, ma per fare la storia a volte basta una giornata. Anzi, 23 millesimi.
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