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Ferrari incontra le Frecce Tricolori: spettacolo tra cielo e asfalto

Pubblicato il 7 aprile 2026, 16:41
C’è un momento in cui due mondi apparentemente lontani si guardano e capiscono di parlare la stessa lingua. È quello che è successo il 26 febbraio a Rivolto, base del 2° Stormo dell’Aeronautica Militare e casa delle Frecce Tricolori: da una parte l'Hypercar Ferrari del WEC, dall’altra la pattuglia acrobatica nazionale. Tradotto: velocità, precisione, disciplina. Cambia solo il mezzo, non la filosofia.
Stessa ossessione per la perfezione
A rappresentare Maranello c’erano i campioni del mondo in carica del WEC, protagonisti di una giornata costruita per celebrare due eccellenze italiane senza bisogno di effetti speciali. Al centro della scena, la 499P numero 51, con al volante James Calado, affiancato a terra da Miguel Molina. In cielo, invece, uno degli MB-339 PAN delle Frecce Tricolori. Un’esibizione sincronizzata tra asfalto e aria: la Hypercar che danza tra traiettorie millimetriche mentre sopra di lei l’aereo disegna linee nel cielo. Coordinazione pura, di quelle che non si improvvisano.
Dal box alla cabina di pilotaggio
Se Calado e Molina hanno gestito il lato “terra-aria” dell’evento, gli altri piloti Ferrari si sono presi una libertà diversa: quella di salire in cielo. Antonio Fuoco, Nicklas Nielsen, Alessandro Pier Guidi e Antonio Giovinazzi hanno avuto accesso alle cabine degli MB-339, vivendo in prima persona cosa significa essere parte delle Frecce Tricolori. Non un semplice giro panoramico, ma un’immersione totale in un mondo dove il margine d’errore è, letteralmente, zero. E qui sta il punto interessante: per quanto diversi, i due ambienti si somigliano più di quanto sembri. Tutto si riduce a fiducia, preparazione e capacità di leggere ciò che succede attorno a te in tempo reale.
Imola nel mirino
L’incontro arriva nel momento giusto. Tra pochi giorni il WEC 2026 prenderà il via a Imola - dal 17 al 19 aprile - e Ferrari si presenta da campione in carica con una missione chiara: difendere il titolo. Eventi come questo non spostano direttamente i valori in pista, ma raccontano qualcosa di più profondo. Costruiscono identità, rafforzano il gruppo, ricordano ai piloti perché fanno quello che fanno. E, soprattutto, li mettono davanti a un’altra eccellenza dove l’errore non è contemplato.
On the track In the sky
— Ferrari Hypercar (@FerrariHypercar) April 7, 2026
Two great Italian teams joined for a unique experience. The Ferrari Hypercar drivers swapped the cockpit of the 499P LMH for the MB-339 Pan, the aircraft for the ‘Frecce Tricolori’, the Italian Air Force Aerobatic Team.
Can’t get over this!
Read… pic.twitter.com/AYOLLfnSbJ
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