GP Europa, a Baku Pirelli si attende un basso consumo

L'asfalto nuovo e le caratteristiche di circuito cittadino lasciano prevedere livelli di usura e degrado contenuti. Farà caldo a Baku e le gialle potrebbero essere le gomme più a proprio agio

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 13 giugno 2016, 16:38 (Aggiornato il 13 giugno 2016, 14:52)

Da Montreal a Baku. Con ancora freschissime le vicende canadesi, è già tempo per la Formula 1 di proiettarsi verso l'incognita rappresentata dal Gran Premio d'Europa, nel primo appuntamento che si sussegue in calendario a distanza di una settimana. Circus che muove in direzione Azerbaijan, per ritrovare una denominazione che l'ultima volta andò in scena a Valencia, nel 2012 e, oggi, ritrova un circuito cittadino, velocissimo e caratterizzato da un lungo rettilineo da ben 2,2 chilometri: si affronterà in pieno tutta la parte finale del giro, che misura complessivamente 6.006 metri, seconda estensione del mondiale, dopo Spa.

Sarà un'incognita per i team e per la Pirelli, quel che riserverà il week end azero, con un meteo atteso particolarmente caldo, temperature ambientali con punte massime superiori ai 30° C e tre giorni da affrontare con pista asciutta. La selezione di mescole ha visto una netta preferenza delle gomme morbide e supermorbide, lasciando al minimo indispensabile la scelta di gomme medie. Solo Rosberg, Bottas, le Force India, Ericsson, Grosjean e le Manor avranno due treni di coperture con banda bianca. Nella lotta al vertice, soluzioni differenziate per Hamilton e Rosberg, un set di morbide in più per Lewis, entrambi invece con 8 treni di supermorbide. Ferrari con una selezione ancor più equilibrata, visti i 5 set di morbide a disposizione di Vettel e Raikkonen e i 7 di supermorbide.

L'incertezza su quale sarà il livello di aderenza offerto dalla pista è la stessa sperimentata al debutto a Sochi, quindi un asfalto liscio e scivoloso per la recente posa del tappetino superficiale. Pur correndosi su un cittadino, gran parte dei 6.006 metri sono stati riasfaltati e mancano dati sull'abrasione del fondo. Ci si aspettano, comunque, bassi livelli di usura e degrado, uno stress per le coperture nella media della scala Pirelli, mentre i valori di carico aerodinamico saranno anch'essi medi, per bilanciare le esigenze di velocità elevate sul dritto (attesi i 340 km/h) con quelle di grip nel misto intorno alla citta vecchia, da curva 7 in poi, con lo spettacolare passaggio di curva 8, larga poco più di 7 metri.

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«Abbiamo sentito molte cose interessanti sul circuito e sembra che lunghezza del giro e velocità ne faranno un evento di rilievo. Ovviamente non è mai facile affrontare un tracciato per la prima volta, ma le condizioni e i pneumatici sono naturalmente gli stessi per tutti. Le mescole che abbiamo nominato dovrebbero essere adatte a un’ampia gamma di potenziali condizioni: adesso spetta ai team sfruttare al meglio le loro scelte e identificare le migliori strategie possibili, per cui il lavoro nelle prove libere sarà particolarmente importante», ha anticipato Paul Hembery.

Con temperature molto elevate dell'asfalto, è prevedibile che si trovino particolarmente a loro agio le gomme gialle, high working range, tuttavia per avere riscontri chiari su qual è l'interazione effettiva tra gomma e circuito si dovrà attendere la giornata di venerdì.

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