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Aston Martin, verde speranza: Budapest segna un nuovo inizio

Pubblicato il 28 luglio 2026, 08:45 (Aggiornato il 28 luglio 2026, 06:55)
Il piccolo Leonard, quattro mesi scarsi, non si potrà ricordare di questi giorni. Non si potrà ricordare che papà Fernando lo teneva in braccio nel box, mentre i meccanici, tra un pezzo e l'altro, gli facevano le coccole. Ma se ne ricorderà lui, Fernando, e magari non solo per l'emozione di aver portato per la prima volta suo figlio, Leonard Alonso Jimenez, in un box di F1; l'augurio è che si possa ricordare di Budapest, e di questo GP Ungheria, come la ripartenza della sua Aston Martin.

AMR26 "B": il lavoro di sei mesi
Adrian Newey, come Fernando Alonso, è uno che in carriera ne ha viste tante. Ha progettato macchine vincenti, pensato soluzioni straordinarie, ma anche incontrato disastri figli del suo stesso genio. La AMR26 prima versione, di certo, finirà nella sua cantina degli orrori, a fine carriera. Ma è una macchina sulla quale Adrian ha deciso di continuare a puntare, non solo per necessità: perché resta convinto che ci siano soluzioni meritevoli di essere ulteriormente sviluppate, e non ancora accantonate.
La sospensione posteriore agganciata ai piloni dell'ala, ad esempio; oppure certi concetti estremi come la stessa sospensione anteriore ed in generale una certa filosofia aggressiva in fatto di aerodinamica ed impacchettamento. La "B" è cambiata tanto, ma non è stata una rottura completa su quella che è stata la prima versione della AMR26. È stata, piuttosto, un rifacimento aerodinamico di una macchina che solo a sei mesi dal debutto in pista ha potuto concedersi il lusso di un primo, corposo ma pur sempre il primo, pacchetto evolutivo.
A Budapest sembrava di essere tornati indietro di sei mesi, appunto. A gennaio, quando la creatura di Newey si era fatta attendere fino all'ultimo, prendendosi tutti i flash della pit-lane. Una grande attesa solo per scoprire che era un disastro, con la compartecipazione della Honda. Già, la Honda: ora toccherà a lei fare la sua prima mossa, dal momento che a Silverstone hanno fatto la loro; ma non saranno gli ultimi pacchetti evolutivi, perché ce ne sono in serbo altri per quando il mondiale ripartirà da Zandvoort.
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