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Ferrari lascia punti pesanti a Budapest: "Tutto per il verso sbagliato"

Pubblicato il 27 luglio 2026, 10:02
Su un circuito sul quale la “track position” - detta meglio: la posizione occupata - ha un’importanza vitale, salvo clamorosi e improvvisi crolli di prestazione della gomma, resta più di qualche dubbio sulla decisione della Ferrari di effettuare il terzo pit-stop nel brevissimo regime di Virtual Safety Car a 13 giri dal termine della corsa, senza che avesse il margine con Hamilton per difendere la posizione su Verstappen e Antonelli.
Una sbavatura rivelatasi costosa in termini di punti, in un week end ungherese che ha confermato la competitività della SF-26 e ha segnalato un ritorno della McLaren che, in una condizione ideale di rincorsa ad Antonelli, avrebbe dovuto e potuto diventare un'alleata indiretta per sottrarre punti al leader di campionato.
Ferrari in Ungheria conta gli errori
“Quando concludi il venerdì primo e secondo, ti aspetti un risultato diverso, però è andato tutto per il verso sbagliato. È stata una gara troppo caotica per noi, con una brutta partenza, poi la penalità a Lewis e un pit stop che non è stato perfetto. Anche il passo è stato un po' caotico, diverso da uno stint all’altro”, la sintesi di Fred Vasseur nel dopogara.
Un’analisi della domenica Ferrari all’Hungaroring che chiama in causa proprio le difficoltà di sorpasso e l’importanza di poter fare una corsa di testa, come è riuscito a Norris. "Siamo stati gli unici a subire un sorpasso in pista da Verstappen; quando c'è un solo punto in cui si può sorpassare, come su questa pista, tutti usano l'energia lì e se sei un po' più lento in rettilineo, non puoi superare.
Il passo era discreto, perché nel primo stint eravamo molto più veloci di Max e anche di Piastri, ma non abbiamo mai avuto una vera opportunità per sorpassare. Uno degli aspetti cruciali con queste vetture è poter avere aria pulita davanti. Lo abbiamo visto con Lando: quando ha avuto pista libera davanti a sé è stato molto più veloce di tutti; tutta un’altra storia. Quando sei in testa, automaticamente riesci ad andare più veloce e, all’opposto, quando commetti un errore tutto diventa più complicato fin dall’inizio”.
Hamilton e Leclerc, giusto il via con le soft, non il terzo pit-stop
Le grandi complicazioni sono iniziate con la penalità di 3 posizioni inflitta a Hamilton in qualifica, sono continuate con il sorpasso subito da Verstappen e, con il terzo pit-stop - come se non bastasse l’errore tattico in sé -, la conseguenza ulteriore dell’eccesso di velocità in uscita dai box.
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