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GP Ungheria, le pagelle: i promossi ed i bocciati di Budapest

Pubblicato il 27 luglio 2026, 09:50 (Aggiornato il 28 lug 2026 alle 07:44)
Liam Lawson: 7
Spettatore non pagante dello strepitoso sorpasso di Verstappen ad Hamilton, per il resto di nuovo mister “concretezza” su una Racing Bulls che si è presa, anche in classifica e non solo in pista, il ruolo di quinta forza: scavalcata Alpine e vacanze a quota 66 punti (e 43 sono suoi). Non è mancato l’ormai solito duello con Lindblad, ma la vera chicca nella sua domenica è l’adattabilità in corsa alla strategia: il team lo ferma dopo 21 giri (con la media) chiedendogli di gestire in vista del traguardo, poi invece cambia idea e gli chiede di spingere, passando sulle due soste (secondo pit al giro 42, per mettere il secondo set di hard). Lui esegue alla perfezione: bravissimo.

Oscar Piastri: 7
Con il suo aplomb, ha tentato di superare lo sbigottimento per il contatto con Sainz: “L’ultima cosa che ti aspetti è un contatto con un doppiato, ma evidentemente mi sbagliavo. Una delle cose più stupide che abbia mai visto”. Peccato, perché sarebbe venuta fuori una bella doppietta per la McLaren: opportunista al giro 1 quando si prende il comando, doppiati o no la verità è che non ne aveva rispetto a Lando, soprattutto sulle gomme dure. Non si trova con le F1 2026, ma il cambio ko gli preclude quello che sarebbe stato comunque un bel podio.
Charles Leclerc: 6,5
Budapest resta una pista sulla quale il podio gli è negato: ma aveva già capito sabato di non essere al meglio. “Lewis è più veloce di me”, diceva dopo il Q3, mentre in gara la sensazione è che il più veloce tra i due ferraristi cambiasse a fasi alterne. Brutta la partenza (lato sporco e soft usata: ma Max, con la media e sul suo lato, parte meglio di lui), primo mattoncino per costruire la delusione ungherese; poi la corsa è un po’ in altalena, tra momenti in cui spinge ed altri in cui deve gestire per surriscaldamento. Finisce 4°, ereditando la posizione ai piedi del podio per via della sanzione ad Hamilton.

Aston Martin: 6
Di base c’è poco da festeggiare, per quello che resta il progetto più deludente della griglia 2026. Tuttavia, bisogna essere realisti: e la realtà dice che hanno fatto un grosso passo in avanti, deliberando un pacchetto studiato per sei mesi. Q2 artigliato in qualifica, buoni riferimenti in gara (dove sperimentano con la strategia, forse nemmeno ottimizzando il passo): ma più che i risultati contavano le prestazioni, e c’è da dire che la AMR26 “B” ha fatto un ottimo step in curva, migliorando il livello di deportanza e di conseguenza anche la gestione delle gomme. E’ un nuovo inizio: e considerando gli aggiornamenti (per macchina e motore) che arriveranno, siamo solo alla primissima fase di quella che vuole essere a tutti gli effetti una scalata verso le posizioni più alte.
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