Piastri e l'Ungheria sblocca ricordi: tre anni fa la scelta decisiva

Ci sono momenti, nelle carriere dei piloti, cruciali. Scelte che definiscono il percorso sportivo, al pari di gare. Per Oscar Piastri il crocevia è nell'estate 2022
Piastri e l'Ungheria sblocca ricordi: tre anni fa la scelta decisiva
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 29 luglio 2025, 14:23

Si può passare, nel giro di 36 mesi, dal rischio di impantanare la propria carriera tra le mille difficoltà di una squadra di metà schieramento alla corsa per la vittoria del titolo Piloti?

Chiedere a Oscar Piastri per conferma. Il GP d’Ungheria è alle porte, 40 gare corse dalla F1 all'Hungaroring che ha raccontato pagine sportive e dichiarazioni passate alla storia. Come l’Alonso ferrarista del regalo di compleanno desiderato (a proposito: auguri per le 44 primavere festeggiate oggi, 29 luglio). Era il 2013 e quando gli chiesero quale regalo volesse e non esitò a dire: la macchina di qualcun altro. Era la Red Bull di Vettel.

Ciao ciao Alpine

Nel 2022 era appena andato in archivio il GP dell’Hungaroring quando un terremoto di mercato scompagina i piani dell’Alpine. Vettel annuncia il ritiro a fine stagione e Fernando Alonso firma con Aston Martin per il 2023, mossa della quale il team francese era all’oscuro. Presa in contropiede, la squadra diretta allora da Szafnauer “promuove” a titolare Oscar Piastri. Lo fa sui social ma dimentica un dettaglio: il consenso del pilota.

Lì, Piastri fa la scelta giusta. È il classico momento Sliding Doors. Smentisce il team che per quattro stagioni lo ha seguito con il programma junior e dichiara che nel 2023 non correrà per Alpine.

Ad aspettarlo c’è la McLaren, un progetto che porterà il pilota australiano a due stagioni di formazione, da debuttante in Formula 1 nel 2023 - subito con un podio all'attivo - a vincitore di un Gran Premio nel 2024, fino all’odierna corsa per il titolo, da leader nel campionato.

Ungheria 2024 il primo successo

Trentasei mesi per scansare un rischio enorme per la propria carriera, valutato in termini di competitività, e assumere la scelta giusta. L’episodio ebbe, negli anni, una coda di retroscena svelati da Szafnauer, dopo essere stato sollevato dalla direzione della squadra nel 2023. Fu colpa di Alpine non aver esercitato prima l’opzione su Piastri, che ricorse (perdendo) in sede legale presso la FIA.

Il 2 agosto del ’22 Piastri dice no alla squadra francese, peraltro non convinta dell’inserimento di Oscar nel proprio programma di giovani piloti. Fu Alain Prost, come recentemente svelato dal Professore, a insistere perché Renault non si lasciasse scappare quel talento. Nel 2020 l’annuncio dell’ingresso nella Renault Sport Academy e i primi test su una Formula 1 nell’autunno.

Il 21 luglio del ’24 festeggia sul gradino più alto del podio la prima vittoria in Formula 1. Ancora l’Hungaroring a fare da teatro, mentre Ocon chiudeva doppiato e 18° su Alpine e Gasly ritirato.

In ferie con un cuscinetto di punti di vantaggio

Vicende ed episodi che si incrociano nelle estati ungheresi della Formula 1. Per Piastri hanno un peso particolare per l’importanza delle decisioni prese, affiancato da Mark Webber. Per Norris è un tornare sul luogo dei primi giri al volante di una Formula 1, effettuati con McLaren - nel test successivo al GP d’Ungheria - che a inizio 2017 lo aveva inserito nel proprio programma di sviluppo dei giovani piloti.

Adesso, ancora l’Hungaroring può mandare Piastri in vacanza con un margine superiore su Norris, che dopo Spa si trova a 16 punti dalla testa del campionato e il colpo subito in Belgio tra sorpasso e scelte strategiche errate. 

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