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Ferrari, è fase involutiva: ora occorre reagire. Per il futuro e per... la Storia
Pubblicato il 14 settembre 2026, 08:47 (Aggiornato il 14 settembre 2026, 07:44)
Cosa fa più male? L'impotenza in attesa di una neutralizzazione mai arrivata? Una qualifica che ha precluso una gara migliore? L'affidabilità per una volta latente oppure un campionato che ha preso, inesorabilmente, la via di Brackley e Brixworth? Domande in sospeso per la Ferrari, dopo un GP Spagna alla fine deludente.
Ferrari: sarebbero serviti troppi "se"
Madrid poteva essere una pista Ferrari. Poteva, ma con le ipotesi non si vincono gare e campionati: poteva esserlo ma per farla essere tale avrebbero dovuto verificarsi troppe cose favorevoli alla SF-26. Una su tutti una qualifica imperfetta un po' per tutti (pure Norris, alla fine, nonostante un giro mostruoso, ha lasciato qualcosa all'ultima curva), ma che per la Ferrari ha lasciato un rammarico forse maggiore: perché Leclerc non aveva l'ultima evoluzione della PU (si presuppone sia recuperabile, ma non si è voluto correre rischi su una pista in cui c'era da massimizzare il chilometraggio favorendo la conoscenza e la fiducia del pilota), perché Hamilton non ha incocciato il giro giusto al momento decisivo del Q3.
E la gara è stata una conseguenza di tutto ciò, a cominciare dalle scelte tattiche al via: la soft con Hamilton, il meglio piazzato e chiamato ad andare all'attacco, e la hard con Leclerc, su strategia opposta.
Poi però il guasto ai freni per Lewis, una VSC poco utile per chi partiva con la hard (come Charles), e da lì una corsa con una sola macchina spesa tutta nella vana attesa di una neutralizzazione che non c'è stata. A quel punto era come lanciare i dadi, oppure giocare a carte sperando semplicemente di pescare il jolly: ma su un Madring entusiasmante al sabato ma mortifero alla domenica, era tutto ciò che si poteva fare. Se ci fosse stata una bandiera rossa, Leclerc si sarebbe ritrovato a ripartire al comando: il passo con la hard è stato ottimo (grande il ritmo di Charles, con uno scarto sul cronometro molto contenuto tra una tornata e l'altra per oltre 30 giri), meno incisivo quello con la soft nel finale, lento al limite dello sconcertante: ma il monegasco ha giurato di essere pienamente consapevole del perché ("ma non entrerò nei dettagli") e poi ha riconosciuto che, in quel momento della corsa, c'era solo da aspettare la bandiera a scacchi.
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