La Ferrari ha svelato il Madring: che circuito è il cittadino spagnolo?

Pubblicato il 14 luglio 2026, 10:36
I primi giri della Ferrari al Madring hanno dato prospettiva, vista cockpit, a una tracciatura finora apprezzata solo su carta o con le esibizioni su vetture stradali. Ventidue curve su oltre 5,4 chilometri di tracciato restituiscono il tipico circuito cittadino da curva 5 alla 22, con la particolarità della sopraelevata La Monumental, il lungo appoggio di curva 12 che si conclude con la frenata della 13, potenzialmente un punto di sorpasso.
Ma andiamo con ordine e, dal cameracar diffuso sui social Ferrari, il giro inizia con un primo punto buono per tentare il sorpasso in fondo al rettilineo di partenza: servirà preparare bene l’uscita da curva 22, essere forti in trazione e trovarsi molto vicini alla macchina che precede, visto lo sviluppo di soli 600 metri del rettilineo principale. Fuori dalla chicane, molto stretta, un altro allungo porta a un’altra frenata decisa, su curva 5, dalla traiettoria obbligata e con la decelerazione teoricamente favorevole (il promoter prevede una velocità di punta di 340 km/h) per allungare la staccata e costruire la manovra di sorpasso.
A first look at the Madring!
— Scuderia Ferrari HP (@ScuderiaFerrari) July 13, 2026
Ride on board with Charles and Lewis for a full lap of F1’s newest track pic.twitter.com/MS8XPPVEaa
Madring: la sopraelevata e gli "stop" a 90 gradi
L’intera sequenza di curve che conduce verso la sopraelevata non offre spunti particolari di guida, se non una veloce destra-sinistra che immette su La Monumental.
Per chi riuscirà a restare molto vicino alla macchina davanti, curva 13 è un altro teorico punto di attacco. Si presenta come una una rapida novanta gradi a sinistra che ricorda un po’ alcune curve del primo settore di Sochi, anche lì una rapida destra angolata a 90 gradi dopo la lunga curva 3 in appoggio.
Il tema che caratterizza il circuito del GP di Spagna è la presenza di pieghe da media velocità e cambi di direzione che finiscono in frenate su curve a 90 gradi, con le ultime tre - curva 20, 21 e 22 - le più lente oltre al tortuoso sviluppo del primo settore.
Sulla carta si presenta come un circuito da carico aerodinamico medio-alto e, ancor di più, con un forte accento sul grip meccanico per le numerose richieste di trazione da marce basse e la centralità che avrà la precisione di inserimento dell’anteriore sulle curve brevi e lente a 90 gradi.
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