Leclerc, i guai Ferrari sui freni posteriori, il lift and coast e il tempo perso

Un'intera gara corsa gestendo le temperature dei freni per Charles, ecco quanto ha inciso sui tempi nel finale di gara il necessario lift and coast
Leclerc, i guai Ferrari sui freni posteriori, il lift and coast e il tempo perso
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Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 6 ottobre 2025, 15:05

Nell’immediato dopogara di Singapore, Leclerc ha quantificato in 15 secondi il tempo perso da Russell negli ultimi giri di gara. Un dettaglio impattato dalla necessità di correre con un marcato lift and coast nelle fasi di frenata e un uso molto più progressivo del gas. È quanto emerge dai dati delle telemetrie a confronto, tra il giro più veloce di Leclerc, il 41°, in 1’35”985 e il giro 52, 1’38”277, entrambi con gomme dure. 1’38” basso che può leggersi come una sorta ritmo medio nel finale di corsa. Dal giro 48 (1’36”5), Leclerc ha visto salire i tempi a 1’37”1, poi 1’39”2, 1’37” alto, 1’38”8, altri passaggi da 1’37”7 medio e l’ultimo in 1’39”5.

Detto di un team radio - non trasmesso in diretta - nel quale, dopo il sorpasso subito da Antonelli, Charles ha sottolineato come “(…) facciamo sempre 200 metri di lico (lift and coast; ndr)”, cosa mostrano i dati?

Pronti, via: subito problemi ai freni posteriori

Anzitutto, che le richieste di lift and coast partono già dal giro 5 e, al 17, il team radio con l’ingegnere di pista Bozzi svela: “Taglia il picco e vai in li-co, temperatura del disco posteriore sinistro calda”. Ancora al giro 18 è il freno posteriore a essere in condizioni critiche, come per tutta la gara: “Dobbiamo eliminare un po’ di energia frenante e abbassare la temperatura, posteriore sinistro. Continua a fare così”. Un aspetto legato a uno sbilanciamento tra i dischi freni posteriori, recuperato dal pilota come comunicato da Bozzi al giro 19, per poi tornare nel corso del Gran Premio.

L’intera gara è stata corsa da Leclerc con la necessità di controllare le temperature dei freni posteriori e, al giro 29, la richiesta è stata di fare almeno 30 metri di lift and coast su tutte le curve.

I decimi persi curva dopo curva

Mettendo a confronto il miglior tempo di 1’35”985 con l’1’38”277 del 52° passaggio, Leclerc cede ben 4 decimi tra la prima frenata e la percorrenza delle prime tre curve. Non è un lift and coast con una netta differenza nell’incrocio delle curve del gas e dell’acceleratore, che pure c’è. E' l'abbinamento all’uso moderato dell’acceleratore verso le staccate che balza all’occhio.

Un altro decimo lo cede verso la frenata di curva 5, mentre tra le curve 11-12-13 è 2 decimi più lento tra il lift and coast e l’accelerazione soft. Tutto per non andare a stressare l’impianto frenante, nota dolente che ha portato Hamilton a correre gli ultimi giri di gara senza freno anteriore sinistro. Nella sola frenata di curva 14, Leclerc ha dovuto cedere 7 decimi rispetto al proprio miglior tempo. Si sommano anche così i 2”3 di differenza tra la prestazione del giro 41 e quella del giro 52.

Quale ottimismo?

Per ragioni diverse, il lift and coast è tornato a condizionare le prestazioni della Ferrari SF-25, dopo essere apparso in modo impattante nel GP d’Austria. Prestazioni tutt’altro che entusiasmanti a Singapore, nonostante le aspettative della vigilia. Soprattutto nel confronto con la rivale diretta Mercedes, che avrebbe dovuto soffrire la tipologia di curve di Marina Bay e, invece, è ripartita con una vittoria di assoluta autorevolezza.

Vorrei poter dire di essere ottimista per il resto della stagione, ma non credo che ci sia nulla nella vettura che mi dimostri che faremo un passo avanti”, ha approfondito Leclerc nel dopogara, sottolineando un realismo già emerso al giovedì quando gli si chiedeva se fosse possibile, per questa Ferrari, coltivare ambizioni di vittoria nelle restanti gare.

“Penso che questa sia la realtà della nostra situazione attuale. Non so bene come ribaltare la situazione, perché non abbiamo nuovi componenti o altro da aggiungere alla vettura.

A inizio anno abbiamo fatto dei progressi ma li hanno fatti anche gli altri e il distacco è rimasto di fatto uguale, poi Red Bull ha compiuto due passi in avanti in stagione. Nella prima metà e a Monza, dove hanno fatto davvero un gran salto in avanti. Ora è Mercedes che sembra aver fatto questo progresso, noi siamo gli unici che non hanno trovato la soluzione”.

 

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