Verstappen è stufo: dei guasti e di non essere ascoltato

Max parla del problema all'ala che ha causato l'incidente a Stowe, pessima chiusura di un week end molto negativo per le prestazioni e le diverse vedute con il team
Verstappen è stufo: dei guasti e di non essere ascoltato
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 6 luglio 2026, 10:23

Quando un ottimo Hadjar completa una qualifica con tre eliminatorie sempre davanti a Max Verstappen, qualche domanda dovresti portela e, magari, assecondare le richieste di ribaltamento dell’assetto, cambio motore per provare tutta un’altra direzione nel GP di Silverstone.

Invece, no. Red Bull, come già in Canada - dove i tecnici, però, ebbero ragione con il risultato in gara a opporsi alle richieste di Max - ha tenuto la linea rispetto alle richieste di Verstappen e l’epilogo della gara non ha fatto altro che sommare frustrazione e rabbia, per il malfunzionamento dell’ala rotante, a un quadro già di per sé critico.

Max costretto ad aspettare?

Non è servito studiare la faccia di Max a fine gara per misurare il livello di insoddisfazione, perché l’ha espresso in modo molto chiaro a parole. Le facce, quelle di Mekies, Jos e Vermeulen, hanno raccontato della tensione presente in squadra. Il tutto con una clausola contrattuale che Verstappen potrebbe esercitare. Già, ma per andare dove? E posto che teoricamente spuntasse un sedile (McLaren?), la posizione di Max è debole nel suo potere negoziale.

Così si resta in attesa degli eventi, di decisioni e potenziali alternative oggi apparentemente assenti. Nell’attesa, sono le parole di Verstappen a raccontare il momento.

Verstappen, stesso epilogo, cause diverse

È successa la stessa cosa dell’Austria, che l’ala posteriore non si sia chiusa completamente ed è una situazione in cui perdi molto carico e finisci in testacoda, fuori pista. Che capiti una volta, ok, però che accada in due occasioni diventa pericoloso. Per me. Si è trattato di un problema diverso dall’Austria ma con lo stesso esito. Non sono per niente contento”, spiega in merito all’incidente in ingresso alla curva Stowe. È stata la peggior conclusione di un week end nell’insieme molto negativo, con le richieste del pilota ignorate dalla squadra:

Non parlategli di F1

“Avrei voluto partire dai box, dovete chiedere al team perché non l’abbiamo fatto e in gara ho avuto gli stessi problemi, è andata come in qualifica, non avevo potenza. Al momento c’è solo frustrazione, dolore. Sai, provi a dare tutto il possibile, già ieri (sabato; ndr) non ero contento del bilanciamento della macchina e dalla mia parte del garage mancava velocità di punta. Se fosse dipeso da me sarei partito dalla pitlane, però… In questo momento voglio solo tornare a casa e non pensare alla Formula 1”.

Dovrà pensare a cosa fare, anche in relazione all’ala rotante, Red Bull. In aggiunta a prestazioni troppo altalenanti tra Barcellona, Spielberg e Silverstone, con in mezzo un grande pacchetto di sviluppi che sembrava, in Austria, poter contribuire alla svolta stagionale per la RB22.

Red Bull metterà in discussione anche l'ala rotante

“Max ha ragione a non essere contento, è molto sgradevole per i piloti venire abbandonati dalla macchina per due volte di seguito su due curve veloci. Non ho dubbi che la squadra farà il necessario perché non avvenga di nuovo.

Abbiamo capito cos’è successo al Red Bull Ring e non scenderemo nei particolari, perché non credo sia giusto farlo. Dalle prime analisi, si è trattato di un cedimento diverso e questo non migliora le cose. Riesamineremo tutto per assicurarci che non avvenga di nuovo”, le parole di Laurent Mekies. “È da diverse gare ormai che impieghiamo questo tipo di ala ed è presto per dire se si tratti di un problema legato alla sua filosofia di funzionamento; di sicuro non lasceremo nulla di intentato”.

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