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Antonelli e la tenacia di chi non molla, ma che sfortuna: Silverstone amara
Pubblicato il 5 luglio 2026, 19:00 (Aggiornato il 5 luglio 2026, 22:53)
Che sfortuna. Due parole che vengono da sé, dopo aver visto che domenica è stata per Andrea Kimi Antonelli. Poteva vincere il GP Gran Bretagna, e ne aveva tutte le possibilità; poi lo ha perso nel modo più duro e, per un pilota, ingiusto possibile. Ma è la legge delle corse, la legge della F1: "To finish first, first you have to finish".
Andrea Kimi, eroico
Ha corso come Gilles Villeneuve, per restare su un pilota amato dai ferraristi. Con una macchina ferita, che non sta dritta, ma che in qualche modo riesce a proseguire e con tempi dignitosi, se c'è uno che la guida come maestro. Senza paura e con tanto coraggio, come i piloti di una volta: come Tazio Nuvolari, oppure come Nino Farina, il primo dei due italiani capaci di vincere a Silverstone in 77 edizioni di storia, quel Nino Farina che correva giocando con il rischio. La F1 di oggi è sicuramente meno pericolosa, anche meno "eroica" per certi versi; ma quello che ha fatto Antonelli è rimasto comunque tra le immagini più belle del GP Gran Bretagna. L'immagine di uno che ci prova, che non si arrende, e che non molla dando tutto.
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