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Ferrari, voglia di rifarsi in Qatar: Losail una somma di Sprint?

Pubblicato il 26 novembre 2025, 14:50
Sicuri che a Losail, GP del Qatar, si correrà una sola Sprint? O, piuttosto, vivremo quattro segmenti sprint alla luce del limite di giri percorribili su ciascun treno di gomme, fissato da Pirelli? Diciannove giri al sabato decideranno la gara Sprint ufficiale, mentre domenica i piloti non potranno percorrere più di 25 tornate con un treno di gomme, giri calcolati tenendo conto anche di quelli effettuati nelle precedenti sessioni. Andiamo verso una gara velocissima, che lo scorso anno vide la pole scritta a oltre 242 km/h di media.
È il contesto nel quale la Ferrari è chiamata a operare, ha il disperato bisogno di ottenere punti pesanti per la sfida a Mercedes per il secondo posto nel Costruttori. L’asfalto estremamente liscio del circuito potrebbe aiutare le condizioni di assetto preferite dalla SF-25 e ritrovare le prestazioni espresse sulle curve veloci a Austin sarebbe un bel punto di partenza.
Provare a chiudere "in bellezza"
“Dopo un weekend impegnativo a Las Vegas, arriviamo in Qatar pienamente concentrati e con la voglia di tornare subito in pista. Lusail è un circuito molto diverso, con curve ad alta velocità che mettono alla prova sia la vettura che il pilota, mentre il nuovo limite di giri imposto da Pirelli aggiunge un ulteriore elemento strategico”, commenta Vasseur. “Siamo focalizzati su noi stessi e sul cogliere tutte le opportunità che l’ultimo weekend Sprint della stagione ci offrirà. Le motivazioni sono al massimo e siamo determinati a chiudere la stagione nel miglior modo possibile”.
Cosa vorrà dire, sotto il piano strategico, un GP del Qatar corso obbligatoriamente su due pit-stop e stint corti da meno di 25 giri è Cameron Roberts, ingegnere delle operazioni strategiche in gara a raccontarlo. “I team hanno davanti a sé diversi scenari tra cui scegliere. Da un lato fermarsi presto e mantenere la track position, dall’altro allungare gli stint sperando nell’ingresso della Safety Car. Questa seconda possibilità è senz’altro la scelta più rischiosa ma d’altronde permette potenzialmente di guadagnare diverse posizioni.
Con stint più brevi, invece, i piloti hanno la libertà di spingere di più senza doversi preoccupare di fare tyre management, ma di contro questa scelta restringe le opzioni a disposizione degli strateghi e rende ancora più importante fare una buona qualifica perché in Qatar sorpassare non è facile”.
Correre in aria sporca, su curve da media-alta velocità, può presentare il conto sul degrado termico delle coperture, soggette quest’anno a pressioni minime superiori di 2 psi sull’anteriore e 1 psi al posteriore.
Stint brevi e all'attacco lo scenario probabile
Dopo Monaco, per ragioni del tutto slegate dalle scelte fatte in Qatar, si tornerà a una strategia di cambi gomme obbligati. “Abbiamo già visto gestione degli pneumatici in Qatar (Alonso nel 2021 fece un primo stint molto lungo per far funzionare la sua strategia a una sosta), ma il Qatar non è Monaco, e non mi aspetto di vedere piloti che aiutano i compagni di squadra aprendo la finestra per il loro pit stop in pista, di fatto rallentando la gara", continua Roberts.
Piuttosto, potremmo vedere qualcosa di simile a quanto visto in Qatar 2023, cioè piloti che spingono di più senza dover gestire troppo gli pneumatici, poiché devono completare stinti più brevi del solito. Dovremmo avere un primo assaggio di questo già nella Sprint, dove i piloti probabilmente spingeranno al massimo per tutti i 19 giri”.
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