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Diamanti Grezzi: l'Olanda dei 5 rookie
Zandvoort cruciale per i rookies: primo podio per Hadjar, errori per Antonelli, rimonta Bearman e solidità Colapinto

Ilaria Toscano & Debora Figoli
Pubblicato il 1 settembre 2025, 14:58 (Aggiornato il 2 set 2025 alle 10:18)
Bortoleto, l’altalena della continuità
Se le gare prima della pausa estiva avevano acceso i riflettori su Gabriel Bortoleto, Zandvoort lo ha riportato indietro alle difficoltà di inizio stagione. Il weekend è stato anonimo, salvato solo da una qualifica positiva con l’accesso in Q2 e una tredicesima posizione di partenza. Tutto, però, è sfumato in pochi secondi: scattato male, il brasiliano è andato in antistallo e ha centrato l’Aston Martin di Stroll, rompendo l’ala anteriore e condannandosi a una gara di rincorsa nelle retrovie. Il ritiro non è arrivato, ma la frustrazione sì, perché Bortoleto sa di avere il potenziale per stare più avanti. La sua determinazione, però, resta intatta: lo dimostra la volontà di capire e correggere gli errori, ingrediente fondamentale per crescere davvero.

Bearman, maturità in pista
Ollie Bearman non è salito sul podio, ma a Zandvoort ha dato prova di maturità da pilota esperto. Partito dalla pit lane dopo una qualifica deludente, l’inglese ha costruito la sua gara con intelligenza, approfittando delle neutralizzazioni e mantenendo sempre lucidità nelle fasi più caotiche. Il risultato? Una rimonta solida fino al sesto posto, il miglior piazzamento stagionale, che ha portato punti pesanti al team e un’iniezione di fiducia personale. Bearman ha mostrato il mix perfetto tra aggressività e calma, trasformando una situazione compromessa in un’opportunità sfruttata al massimo. È la dimostrazione che, anche senza podio, si può lasciare un segno importante.

Colapinto costruisce
Colapinto a Zandvoort non brillato, ma ha portato in pista esattamente quello che Alpine si aspetta da lui: concretezza. Eliminato in Q1, ha reagito con intelligenza e ha trasformato una gara grigia in un undicesimo posto che vale più di quanto dica la classifica. L’argentino non incanta, ma costruisce: passo regolare, nessun errore, la lucidità di chi sa che ogni occasione è una prova di affidabilità. In un team che naviga tra incertezze tecniche e strategiche, Colapinto potrebbe rappresentare un porto sicuro. Forse non farà innamorare le folle come altri giovani predestinati, ma passo dopo passo si sta guadagnando il suo posto nell’ecosistema della massima categoria. A Zandvoort non è arrivato il punto, ma è arrivata una conferma: Franco sta lavorando sodo e, in un ambiente come l’Alpine di oggi, che ha vissuto mille cambiamenti, vale oro per costruire un futuro solido.

I 5 rookie del mondiale 2025 hanno raccontato storie diverse dello stesso weekend: la consacrazione di un talento in ascesa, la battuta d’arresto di un pilota in cerca di continuità e la rimonta intelligente di chi sta imparando a capitalizzare ogni occasione. Facce della nuova generazione che, con pregi e difetti, si sta già prendendo il palcoscenico della Formula 1. Prossimo appuntamento a Monza, per un nuovo capitolo della carriera dei 5 esordienti.
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