GP Monaco, l'anteprima: un'occasione per tanti

In una Monte Carlo che rischierebbe di essere addirittura troppo "veloce" per questo regolamento, in tanti sperano di fare centro nella tappa più glamour dell'anno
GP Monaco, l'anteprima: un'occasione per tanti
© Getty Images

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 3 giugno 2026, 08:39 (Aggiornato il 3 giugno 2026, 07:34)

C'è qualcosa di contorto, in questo Regolamento Tecnico 2026. Qualcosa del tipo che a Monza, o altre piste veloci, si rischia di andare troppo piano, mentre su altre piste tipo Monaco, lente per definizione, servono vincoli perché altrimenti si andrebbe... troppo forte. Non è uno scherzo, ma una constatazione alla vigilia del GP di Monaco.

Il rischio di una Monaco... troppo veloce

È una Monte Carlo che si apre con la decisione di vietare lo Straight Mode e di ridurre certi parametri di potenza. Nel primo caso, una differenza rispetto all'epoca del DRS: l'ala mobile era utilizzabile solo sul rettifilo di partenza, mentre l'aerodinamica attiva sarebbe, oggi, utilizzabile in ogni allungo.

Troppo rischioso per correre a Monaco, dove peraltro l'abbondanza di frenate metterà le F1 2026 nelle condizioni teoricamente ideali per avere la massima spinta: ecco che la Federazione ha deciso di mettere dei vincoli (ovvero, riduzione della spinta elettrica massima attorno ai 200 orari e non ai 290), perché si rischierebbe di avere velocità troppo alte in relazione alle vie di fuga presenti. Resterà comunque l'Overtake Mode.

Tutto sulla meccanica

È con questi accorgimenti che si apre il fine settimana più glamour della stagione. Per il resto, è una Monte Carlo che ha bocciato l'esperimento delle due soste obbligatorie dell'edizione 2025 e torna alla regola consueta, cioè un solo pit-stop obbligatorio. Nulla di nuovo dal punto di vista delle regolazioni: assetti aerodinamici ad alto carico e tanto lavoro sulla meccanica, preponderante in Costa Azzurra.

Servono stabilità in trazione ed in frenata, un anteriore preciso e soprattutto un posteriore ben piantato: la ricetta è in sostanza quella di sempre a Monaco, dove la Pirelli porterà, e non è assolutamente una sorpresa, le tre mescole più morbide della gamma, ovvero C3, C4 e C5.

Per quest'anno l'asfalto monegasco dovrebbe offrire meno irregolarità: il manto stradale è stato riasfaltato tra le curve 19 e 1, tra la curva 7 e l’ingresso del tunnel, oltre che in entrata e uscita dalla pit lane. Potrebbe esserci dunque un accenno di graining, anche se non in modo significativo, su una pista che sforza i pneumatici per lo più in trazione.

Weekend non scontato

Seppur a livello di assetti sarà la solita Monaco, cambierà invece l'approccio verso una pista in cui i team per la prima (e probabilmente unica) volta in stagione saranno alle prese con vetture che non dovranno aprire le ali. Insomma, la tappa nel Principato sarà indubbiamente una novità nel 2026: e questo significa opportunità, soprattutto per chi è alla caccia delle Mercedes.

La Ferrari, lo si dice da tempo, vede in Monte Carlo la migliore occasione per rompere il digiuno: la Rossa ha un deficit di potenza che verrà sostanzialmente azzerato sul toboga monegasco, e questo porta ad avere pensieri invitanti, alimentati a loro volta dal feeling di Leclerc sul circuito di casa e sulla voglia di vedere se Hamilton riuscirà a dare continuità alla bella prova di Montréal.

Certo, speranza non è sinonimo di illusione: ci sarà da fare i conti, ça va sans dire, con la Mercedes, ma in teoria anche con una McLaren che in trazione ha dimostrato di essere forte, utilizzando la PU della Stella con rapporti più corti rispetto alla casa madre, scelta che a Monaco sulla carta dovrebbe offrire dividendi.

In più, McLaren celebra i 1000 GP: un motivo in più per voler fare bene. Parte apparentemente indietro la Red Bull, che vedrà minimizzata la bontà del suo motore su una vettura che, con poco carico e bassa resistenza, non avrà nella pista del Principato la miglior alleata.

Che sfida sul giro secco

Tornando in conclusione agli accorgimenti della Federazione ed una pista che non pone assolutamente la preoccupazione del "lift and coast", ecco che a Monaco, soprattutto al sabato, la lotta sul giro secco tornerà in maniera assoluta una sfida tra manici, in cui l'equilibrio tra l'errore ed un giro da pole position sarà sottilissimo.

A meno di gara pazza (una variabile, il meteo, pare sotto controllo: nessun rischio pioggia), al sabato ci si giocherà una fetta abbondante della corsa: piede giù e sfida tra muretti, in questo GP di Monaco che si porta dietro una certa attesa.

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