Ferrari, verso Monaco con ambizioni (giustificate) di vittoria

La competitività della SF-26 potrebbe trovare a Montecarlo il terreno ideale, come non è finora accaduto su altri circuiti. I punti a favore e un'avversaria temibile
Ferrari, verso Monaco con ambizioni (giustificate) di vittoria
© Ferrari

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 1 giugno 2026, 09:56 (Aggiornato il 1 giugno 2026, 14:33)

Montecarlo fa storia a sé, come sempre. Non cambia l’importanza assoluta del giro di qualifica sul risultato della gara, anche con le nuove power unit, semmai, sono alcune caratteristiche di guidabilità che verranno esaltate tra le curve lente del Principato.

Per la Ferrari è un’occasione da non mancare di mettere a segno la prima vittoria stagionale, un obiettivo doveroso perché le condizioni saranno favorevoli e toglieranno dall'equazione della prestazione, rispetto a Mercedes, l’evidente divario di prestazione che la SF-26 paga in termini di power unit sui rettilinei e nel mantenimento della massima spinta.

Il valore di Charles

A Monaco non ci saranno problemi di recupero energetico né di subire sorpassi “facili” sul dritto di partenza. Poi c’è il fattore Leclerc che, da solo, può fare la differenza. Un Charles chiamato a cancellare la prestazione negativa del Canada, mai in gara per le difficoltà avute nell’attivare le gomme e farle funzionare nella finestra di temperatura ideale.

Il turbo più piccolo sarà d'aiuto?

Per le caratteristiche del tracciato, la scelta del turbocompressore più piccolo sulla SF-26 potrebbe avere un effetto favorevole sulla guidabilità della power unit. È un aspetto cruciale poter contare su un’erogazione della potenza elettrica e termica progressiva e "pulita" sulle molte ripartenze da velocità bassissime, che sia al Mirabeau o al Portier, fuori dalla chicane del porto o dalla Anthony Noghes. Guidabilità vuol dire anche una gestione elettronica dell'ERS cucita addosso alla tipologia di curve di Montecarlo, sempre alla ricerca della progressività nel mettere a terra la potenza elettrica e la transizione al termico.

Nel primo week end in cui ufficialmente i motorizzati Mercedes dovranno presentarsi con il V6 in grado di superare il test sul rapporto di compressione a caldo, restando entro il dato di 16:1, una scelta progettuale della PU Ferrari potrebbe sostenere le velleità di vittoria. Essendo stato, il vantaggio iniziale in partenza, neutralizzato dai progressi dei rivali e dalle concessioni della Fia sulle procedure. 

Massimo carico senza compromessi

In quanto pista da massimo carico aerodinamico non saranno necessari compromessi d’assetto per compensare il deficit di potenza e il drag - aspetto sul quale Hamilton si è interrogato, nel confronto in rettilineo con la Red Bull di Verstappen - non sarà un aspetto rilevante.

Conterà, invece, l’efficacia del grip meccanico e l’agilità nel muoversi tra i guard-rail. Un elemento, l’agilità, sul quale potrebbe essere la McLaren una delle avversarie più competitive, grazie al passo più corto di ben 15 centimetri rispetto alla Ferrari.

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