GP Monaco: e se dalla roulette uscisse la McLaren?

La McLaren MCL40 utilizza la PU Mercedes in maniera diversa dalla casa madre: rapporti corti e buona trazione potrebbero fare la differenza a Monte Carlo
GP Monaco: e se dalla roulette uscisse la McLaren?
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 1 giugno 2026, 09:26 (Aggiornato il 1 giugno 2026, 07:43)

Chi impara a vincere, poi vuole vincere ancora. E quando non accade più può fare più male di prima, proprio perché hai assaporato il sapore del successo, ne sei rimasto inebriato e faresti di tutto per rituffarti in certe sensazioni. La McLaren, campionessa uscente, non ha mai vinto in questi cinque GP, ed in totale non vince da otto gare (le ultime tre del 2025 più le prime cinque del 2026). Il GP Monaco, tuttavia, potrebbe essere quello giusto per spezzare il digiuno e dare la prima gioia alla MCL40.

 

 

MCL40 ok in trazione

E' un discorso, va detto, che vale per molti: perché Monte Carlo, con la sua atipicità, può ribaltare le gerarchie tecniche in una gara che si affronta con assetti tanto specifici da un punto di vista meccanico da essere sostanzialmente unica. La ricetta, in Costa Azzurra, esula da qualunque regolamento tecnico: assetto sospensivo morbido, alto carico, massima stabilità in frenata ed in trazione. Caratteristica, quest'ultima, che la MCL40 ha dimostrato di avere, dopo averla migliorata con il pacchetto evolutivo di Miami (poi affinato a Montréal). “Finalmente un po' di aderenza al posteriore”, diceva Norris nel corso del fine settimana della Florida. E pure nel Quebec la vettura papaya ha confermato un'ottima qualità nelle ripartenze dalle basse velocità. Una caratteristica che non è solo figlia della macchina, ma anche del modo specifico in cui il team utilizza la power unit Mercedes. In tutto ciò, altro elemento da sottolineare è la differenza del passo: la MCL40 ha un interasse più corto, e questo è senza dubbio un vantaggio tra le stradine di Monaco.

PU: le differenze con Mercedes

Nelle differenze tra ripartenze e velocità di punta risiede parte delle differenze di utilizzo della power unit tra Mercedes e McLaren. Innanzitutto, c'è da ricordare come la McLaren si faccia il cambio in casa: ed in un Regolamento Tecnico come questo, in cui anche nelle scalate di marcia c'è il margine per recuperare energia, nasce subito una differenza che rende impossibile, per Woking, utilizzare il motore di Brixworth nello stesso esatto modo in cui lo fa la Stella. Poi dipende dalle caratteristiche progettuali, e qui c'è un'altra differenza: la Mercedes W17 ha rapporti più lunghi della McLaren MCL40, con il risultato che la Mercedes riesce ad avere velocità di punta (al netto dei livelli di carico scelti) tendenzialmente superiori alla McLaren, con quest'ultima che invece riesce a massimizzare la spinta ai bassi regimi. Il resto, è roba di software di gestione a loro volta differenti per massimizzare questo utilizzo diverso della PU.

 

 

Monaco, un'opportunità

Proprio i rapporti corti (fissati ad inizio anno e modificabili solo una volta nel corso della stagione) possono essere un'arma della McLaren a Monaco. In un GP privo di Straight Mode e sostanzialmente a senso unico sul fronte aerodinamico, meccanica ed utilizzo del propulsore possono essere fondamentali: e così la McLaren potrebbe avere un'arma dalla sua. La tappa in Costa Azzurra, lo ripetiamo, è unica, e viene affrontata con accorgimenti e regolazioni che possono scombussolare il quadro tecnico; tuttavia, razionalmente parlando, la McLaren ha probabilmente l'occasione di provare ad artigliare il primo successo 2026.

 

 

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