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Ferrari, sperando nell'ADUO: a Miami il deficit di PU è stato fatale

Pubblicato il 6 maggio 2026, 08:27 (Aggiornato il 6 maggio 2026, 07:23)
Si poteva fare meglio?
Poi si deve fare attenzione e non confondere: i limiti della PU ci sono, ma poi c'è il resto. La macchina, ad esempio: nata benissimo, forte sui fondamentali, con un'ottima aerodinamica ed una buonissima meccanica, oltre che evoluta nella giusta direzione con il pacchetto (corposo) introdotto a Miami.
Tuttavia, qualcosa è mancato: tra sprint e qualifica, ad esempio, Leclerc diceva di sentire la macchina un po' più imprevedibile; poi, pur con i cambi di assetto, la vettura sia nella sprint che in gara la vettura non ha performato al meglio nella parte finale degli stint, riconducendo parte del problema al surriscaldamento.
Il resto è stata una questione di esecuzione, con un pit-stop troppo anticipato con Leclerc che ne ha complicato la vita: Charles è rientrato nel traffico, ha dovuto forzare e nel finale aveva meno gomma rispetto a Piastri (che si era fermato 7 giri dopo). Per Hamilton la domenica è stata dura, una questione "di sopravvivenza", per dirla alla Vasseur: pancia e fondo danneggiati, noie al cambio, preoccupazioni legate alle temperature del motore.
Messa così, fa clamore il fatto che sia giunto davanti a Charles: il monegasco ha sciupato tutto nel finale, prima con il testacoda e poi con una condotta di gara costatagli 20" di penalità. Considerando il livello di guida di Leclerc per tutto il weekend (sempre più veloce di Hamilton), è incredibile che i due ferraristi abbiano lasciato Miami con lo stesso bottino (10 punti a testa).
Sotto con altri sviluppi
La fotografia di Miami, con un 6° e 8° posto, non rispecchia esattamente il potenziale di una Ferrari che fino a pochi chilometri dal traguardo era sul podio. Tuttavia, se il piazzamento finale è stato quello, occorre riflettere: la macchina è migliorata, ma sono migliorati moltissimo anche gli altri.
E non è una buona notizia, per chi deve inseguire sgomitando nel pacchetto di vertice. Inutile dire che la delusione, in Florida, è stata grande: occorre tenere la testa bassa e continuare a spingere sullo sviluppo, perché sarà una stagione che sarà decisa soprattutto dalla qualità del lavoro che si riuscirà a fare in fabbrica.
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