Vasseur: "È possibile vincere partendo dalla seconda fila"

Vasseur analizza le qualifiche di Miami: Ferrari solida terza forza, focus su costanza, gestione energia e margini di crescita
Vasseur: "È possibile vincere partendo dalla seconda fila"
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Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 2 maggio 2026, 23:48

Dopo le qualifiche di Miami, Fred Vasseur fotografa una Ferrari solida ma ancora non dominante. Il dato che salta all’occhio è la costanza: mentre Mercedes e McLaren si alternano al vertice, il Cavallino resta stabilmente terza forza. “Penso sia abbastanza strano che, se guardi la sessione di ieri, la Mercedes oggi fosse più veloce mentre la McLaren lo era ieri, mentre noi siamo sempre stati terzi”. Gli altri oscillano, Ferrari no. E in un weekend caotico come quello di Miami, non è un dettaglio.

Comprensione della vettura: il vero campo di battaglia

Vasseur non si nasconde: il margine non si trova con una magia, ma con la comprensione. “Ma siamo tutti allo stesso punto nella comprensione della macchina, nella gestione dell’energia. La sessione non è semplice, ma la cosa importante è essere costanti, essere sempre lì, fare innanzitutto buoni punti”. Non è ancora il momento degli strappi, ma della costruzione. Ferrari sta lavorando su un equilibrio ancora fragile, dove ogni scelta - soprattutto sull’energia - può cambiare il risultato.

Più forte in gara: il vero asso nella manica

È sempre possibile vincere quando parti dalla seconda fila. Ed è vero che dall’inizio della stagione siamo sempre un po’ migliori in gara che in qualifica”. Qui si intravede una Ferrari più concreta la domenica rispetto al sabato. Non è ancora la macchina da pole position, ma è quella che può crescere sulla distanza. E in una Formula 1 sempre più tirata, partire davanti aiuta, ma saper gestire il passo gara pesa ancora di più.

Potenza? Non è solo questione di cavalli

Alla domanda sul gap con Mercedes, Vasseur evita senza troppi giri di parole: “Questo dovete chiederlo alla FIA”. Poi entra nel punto vero: “Non si tratta solo di cavalli, ma anche di gestione dell’energia. A volte conta anche la strategia su come decidere di utilizzare la potenza”. In poche parole, non basta avere più potenza, bisogna usarla meglio. E oggi è lì che si fanno (o si perdono) i decimi.

Sviluppo e dettagli: la partita si gioca lì

Penso che anche Mercedes abbia fatto una scelta per oggi… e siamo tutti in un processo di sviluppo. Non è facile, ma è la stessa storia per tutti”. Il messaggio è chiaro: nessuno ha la soluzione definitiva. E infatti la chiusura è quasi un mantra della F1 moderna: “Ogni piccolo dettaglio può fare la differenza alla fine. Ci sarà una convergenza delle prestazioni, come sempre, e dobbiamo cercare quel decimo”. Quel decimo. Quello che separa una seconda fila da una pole, una gara anonima da una vittoria.

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