Ci siamo, Miami con il limite dell'elettrico a 250 kW: i punti da tenere d'occhio

Pubblicato il 30 aprile 2026, 15:32
Tra i 340 e 344 km/h la formula varia ancora e fa sì che ai 342 orari, ad esempio, l’apporto del MGU-K valga 60 kW. A 345 km/h di velocità, invece, l’apporto dell’elettrico deve essere 0.
Va da sé che la prestazione sui curvoni veloci verrà condizionata dai 250 kW erogabili sotto i 310 km/h, mentre al di sopra la curva ricalca l’andamento della potenza elettrica già prevista per la guida senza l’uso della modalità Overtake.
Fondamentale la ricarica dal termico nel T2
Sempre alla luce delle novità regolamentari votate da Fia, squadre e F1, il clipping a 350 kW sarà un fattore rilevante sui tre allunghi - soprattutto tra curva 7 e 11 - che caratterizzano la pista di Miami, complessivamente a contare tre frenate importanti sulle quali recuperare energia: curva 1, curva 11, ancora nella frenata di curva 17, alle quali sommare il clipping sui rettilinei. L’attesa è di un primo settore che permetta ai piloti di spingere al massimo in qualifica tra curva 2 e curva 6, senza dover effettuare alcun lift and coast.
Nel presentare il circuito e le richieste sulla power unit, Carlo Bussi, responsabile della prestazione della power unit Ferrari, sottolinea come “Miami sia caratterizzato da quattro zone di piena potenza intervallate da sequenze di curve a media e bassa velocità. Dal punto di vista della PU e in relazione al regolamento 2026, il circuito può essere considerato mediamente impegnativo sia per difficoltà di ricarica che per importanza dell’energia elettrica.
L’aspetto potenzialmente più critico riguarda la sequenza che va da curva 7 a curva 17: la lunghezza dei due rettilinei consente di scaricare completamente la batteria e offre opportunità di sorpasso, mentre la serie di curve lente che li collega risulta particolarmente impegnativa sia per la ricarica della batteria sia per la gestione del turbo. Le elevate temperature e l’umidità tipiche del mese di maggio rendono inoltre Miami una pista impegnativa per il raffreddamento. Il tracciato risulta particolarmente gravoso per il turbocompressore, che da quest’anno non può più beneficiare dell’assistenza elettrica fornita dalla MGU-H”.
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