GP Miami, l'anteprima: la F1 (ri)parte da qui

Pubblicato il 29 aprile 2026, 14:05 (Aggiornato il 29 aprile 2026, 13:16)
Sfida a colpi di novità
Miami, inoltre, sarà terreno di confronto per tutte le novità che arriveranno sulle macchine. Parliamo, ovviamente, degli sviluppi che tutti avranno: le tempistiche depongono a favore di vetture rinnovate, e nessuno si presenterà nella medesima configurazione con cui ha corso a Suzuka.
Saranno interventi più o meno profondi, anche a seconda delle necessità: ma c'è modo di credere che qualcosa potrebbe pure cambiare, nella scala gerarchica di inizio 2026. Difficile dire se la supremazia Mercedes finirà per essere messa in discussione (Ferrari e McLaren puntano molto sui loro sviluppi, e pure Red Bull si è data da fare), anche perché a sua volta pure le W17 risponderanno a livello di sviluppi.
Attenzione poi a cosa può cambiare in un centrocampo compattissimo e che potrebbe vedere riscritte le sue gerarchie. Ciò che è certo, è che sarà fondamentale far funzionare da subito il pacchetto evolutivo: a Miami ci sarà una sola sessione di prove libere (di 90 minuti anziché 60), perché poi sarà subito tempo di lavorare per qualifica e gara sprint. In caso di necessità, non è da escludere che qualcuno possa utilizzare il format sprint per fare esperimenti in vista di qualifica e gara vera.
Verso la singola sosta, a meno che...
Miami, circuito cittadino, offre abbastanza spunti per mettere alla prova degli aggiornamenti: resta un circuito profondamente "rear limited", ma il primo settore offre comunque delle serpentine veloci che richiedono carico e precisione all'avantreno. Poi il resto diventa una serie di allunghi, frenate e ripartenze alle basse velocità, con richieste non banali soprattutto in trazione.
La corsa, di per sé, non dovrebbe essere di difficile lettura: Pirelli porta le tre mescole più tenere (C3, C4 e C5) su una pista poco severa sulle gomme, e sulla quale l'unica sosta dovrebbe essere la strategia più gettonata a meno che non intervengano fattori esterni come neutralizzazioni (VSC o safety car) oppure il meteo. Per domenica, infatti, c'è il rischio pioggia: sarà da tenere in conto questo e pure la capacità della pista di asciugarsi in fretta, come visto nella sprint del 2025.
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