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McLaren, MCL40 pronta alla riscossa: differenze e analogie con il 2023 ed il 2024

Pubblicato il 28 aprile 2026, 13:53 (Aggiornato il 28 aprile 2026, 12:17)
C'è un passato, neanche troppo remoto, che depone a favore della speranza. Perché nessuno, nell'era moderna, ha mai saputo ribaltare una stagione come lo ha fatto la McLaren. Accadde nel 2023, con una versione B introdotta in estate e destinata a far cambiare la parabola di Woking. Accadde ancora nel 2024, per quella che fu la risalita verso il titolo: e fu una risalita che partì, guarda un po', proprio dal Gran Premio di Miami.
Tutti in attesa della McLaren
Quelli di rispettivamente tre e due anni fa sono esempi che nessuno dimentica, soprattutto tra la concorrenza. Perché qualche analogia c'è, fra questa e quelle McLaren, oggi di nuovo chiamata a giocare una mano forse decisiva sul tavolo degli sviluppi, nel tentativo di tenere aperto un mondiale che ha vissuto solamente tre tappe.
C'è il tempo, la possibilità ed i numeri per credere che questo non sia un campionato già scritto, per i margini che ci sono sia negli sviluppi che nelle classifiche. La McLaren lo sa e ci crede: e proprio da Miami comincerà una controffensiva da parte di tutte le rivali della Mercedes, tra le quali la più osservata sarà, molto probabilmente, proprio la McLaren.
Il perché, è presto detto: finora, la MCL40 ha corso nella sua versione di base, scendendo in pista fino a Suzuka nella stessa configurazione che l'aveva vista debuttare a Barcellona, a fine gennaio, per la prima sessione di test collettivi. Era arrivata un po' lunga con i tempi, la McLaren, che aveva preferito partire subito con il pacchetto di base che avrebbe debuttato nel primo GP stagionale (contrariamente ad altri che invece hanno introdotto step evolutivi già nelle settimane dei test).
Questo fa sì che la McLaren abbia in cantiere tre mesi buoni di sviluppi, pronti a debuttare tutti quanti nel fine settimana della Florida. Andrea Stella, uno che pesa e sa pesare le parole, ha parlato di "nuova McLaren": ha dunque lasciato intendere, senza nasconderlo, che quella che vedremo in pista nel GP Miami sarà una MCL40 profondamente rinnovata. Non, però, nei concetti di base: ed è qui che si consuma la più grande differenza con il 2023 ed il parallelo con il 2024.
Il 2023: una MCL60 da ribaltare
Tre anni fa, anzi qualcosa di più, la McLaren si era resa conto che con il suo modello non sarebbe andata da nessuna parte. Era l'ottobre 2022, in pieno sviluppo della nascitura MCL60 dedicata al 2023: fu allora che il team decise di cambiare completamente strada progettuale, a costo di sacrificare mezzo campionato successivo. La MCL60, sostanzialmente, si era infilata in un vicolo cieco: portava con sé un concetto non solo perdente, ma pure privo di margini.
Da qui la decisione, forte, di ripartire: il primissimo sviluppo si ebbe a Baku, buono per impiantare una primissima base del nuovo concetto che poi divenne effettivo nell'estate, prima a Spielberg con Norris e da Silverstone a disposizione pure di Piastri. Una MCL60 profondamente modificata, che poco aveva a che fare con il modello di inizio campionato: a tutti gli effetti, una "versione B".
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