Commissari in pista in Messico, Omdai replica a Lawson

Pubblicato il 30 ottobre 2025, 11:57
La spiegazione che chiedeva Liam Lawson al termine del GP del Messico, sul rischio corso con i commissari in pista al terzo giro di gara, per rimuovere i detriti del contatto avvenuto tra Lawson e Sainz in partenza, è arrivata.
Ed è direttamente la federazione sportiva messicana affiliata alla Fia, la Omdai, a chiarire la condotta (corretta) dei commissari e sottolineare come sia stato Lawson, secondo Omdai - Organizacion Mexicana de Automobilismo Internacional, a non seguire alla lettera quanto prescrive in regolamento in materia di doppie bandiere gialle esposte.
Cosa dice il regolamento
Nella nota diffusa mercoledì sottolinea come in presenza di doppia bandiera gialla sventolata, caso dell’intervento al terzo giro di gara, tra curva 1 e 2, il pilota deve “ridurre significativamente velocità, non sorpassare ed essere pronto a cambiare direzione o fermarsi. C’è un pericolo che blocca completamente o in parte la pista e/o commissari al lavoro in pista o accanto”.
Ricordato quanto previsto dal Codice sportivo internazionale (art. 2.5.5), la Omdai ha sottolineato: “Il team Racing Bulls aveva informato il pilota che c’erano detriti in pista e quel tratto era sotto doppia bandiera gialla, quindi avrebbe dovuto guidare in quel passaggio con estrema attenzione. Perciò, in quel momento il pilota doveva significativamente ridurre la velocità, astenersi dal fare sorpassi ed essere pronto a fermarsi, se necessario.
Analizzando la sequenza dalla camera on board, si nota che il pilota Liam Lawson, mentre approccia curva 1, inizia a girare seguendo la traiettoria di gara, a un punto in cui la presenza dei commissari di pista è chiaramente visibile mentre stanno svolgendo il loro intervento per raccogliere i pezzi lasciati dal precedente contatto (…).
Le immagini mostrano chiaramente che il pilota Liam Lawson mantiene l’angolo del volante quando affronta curva 1, senza cambiare la propria traiettoria, anche se i commissari di pista la stavano attraversando per tornare alla loro postazione.
Quest’azione è avvenuta mentre il personale stava ancora lavorando nell’area, dimostra che il pilota non ha interrotto la propria traiettoria nonostante l’evidente presenza dei commissari in pista”.
Il segnale di bandiera verde, una volta superata la zona a rischio, era esposto in curva 3. Una precisazione degli eventi con la quale l’autorità sportiva affiliata alla Fia ha difeso il corretto operato dei commissari.
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