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Hamilton, va sempre peggio: "Las Vegas? Gara orrenda, che si aggiunge all'elenco"

Pubblicato il 24 novembre 2025, 13:07
C’era un tempo in cui la competitività Ferrari la trovavi sulle piste lente e tortuose. Annate nelle quali sapevi di avere un progetto molto forte sul passo gara e la gestione gomme. Poi, dal 2018, i progressi compiuti sui circuiti più veloci. C’è stata anche una fase tecnica in cui le Rosse, sul bagnato, riuscivano a emergere. Tratti caratterizzanti di progetti passati, mentre della SF-25 si fatica a definire un tratto di marcata competitività. Forse, perché non lo ha.
La premessa è necessaria prima di ogni valutazione su quel che i piloti riescono ad apportare. Leclerc ha fotografato la crisi che sul bagnato vivono le Rosse da anni ormai. Registrare il sabato che ha spedito Hamilton in ultima posizione è un’immagine che fa male al tifoso e l’empatia verso il campione è naturale.
Ecco, Lewis Hamilton. L’ottavo posto, come il quarto di Leclerc, arrivano solo in virtù delle squalifiche McLaren. Sono i 30” accusati da Charles sotto la bandiera e il minuto rimediato da Lewis i due elementi centrali, che dicono di quanto la SF-25 sia stata comprimaria a Las Vegas.
Un'altra gara da dimenticare
Contento del ritmo della macchina in avvio di gara? “No… no, ho fatto davvero fatica. Dopo la partenza ho fatto fatica con il bilanciamento e con i freni che avevamo. Si bloccava l’avantreno, il retrotreno, non c’era una via di mezzo.
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