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Diamanti grezzi: i rookie brillano sotto le luci di Las Vegas

Ilaria Toscano & Debora Figoli
Pubblicato il 24 novembre 2025, 17:25 (Aggiornato il 25 nov 2025 alle 09:59)
Bearman e il debutto nel deserto
Oliver Bearman ha vissuto un weekend più ruvido del previsto. Alla sua prima volta sul circuito della città delle luci, il giovane britannico ha faticato nelle qualifiche: quattordicesimo posto e addio Q3. Le temperature basse e il grip quasi inesistente hanno messo in crisi persino i veterani, figurarsi un rookie che ancora deve imparare le sfumature del posto.
E siccome Las Vegas ama complicare le cose, è arrivata pure la pioggia a trasformare tutto in una lotteria. In gara però, con l’asciutto tornato protagonista, Bearman ha tirato fuori qualcosa in più: passo solido, gestione pulita e una rimonta che l’ha portato a un soffio dalla zona punti. Il resto lo ha fatto la doppia squalifica McLaren, che gli ha consegnato la top 10. Weekend complicato, sì, ma anche pieno di segnali incoraggianti per la Haas e per un talento che continua a crescere.

Bortoleto, un'altra domenica da dimenticare
Per Gabriel Bortoleto, la tappa di Las Vegas sembra la sfortunata continuazione del Brasile. La sua qualifica non ha lasciato tracce: diciottesimo, perso nel traffico, nelle bandiere gialle e nella pioggia. Ma il vero problema è arrivato in gara, quando il brasiliano ha sbagliato completamente le misure in curva 1. Frenata in ritardo, contatto inevitabile con Stroll e ritiro per entrambi. Nessun giro di parole: errore suo, come ha ammesso subito. La Direzione Gara non ha perso tempo e gli ha assegnato una penalità di cinque posizioni in griglia per il prossimo GP. Un altro fine settimana storto.

Hadjar, una prima volta da incorniciare
Isack Hadjar ha vissuto Las Vegas con lo spirito giusto: quello di chi sa che certe prime volte vanno godute. Tra i rookie, lui e Antonelli sono quelli che hanno trasformato questo circuito nuovo di zecca in un ricordo da portarsi dietro con orgoglio. La qualifica è stata la sua arma migliore: giro secco brillante, preciso. In gara non ha perso la bussola e ha messo insieme una performance lucida, concreta, che gli ha permesso di guadagnare due posizioni. Partiva ottavo, ha chiuso sesto. Non male per un esordiente che continua a confermare di essere più maturo di quanto dica la carta d’identità.

Le luci di Las Vegas hanno messo in vetrina il meglio e il peggio della nuova generazione: Antonelli ha brillato con una rimonta da applausi, Hadjar ha confermato il suo talento in qualifica e Bearman, pur per un soffio, è riuscito a ritagliarsi un angolo di riflettori. Dall’altra parte, Colapinto e Bortoleto hanno passato il weekend completamente al buio. Ora per loro resta una sola missione: cambiare passo negli ultimi due round del Mondiale 2025 e dimostrare che non tutto è già scritto.
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