McLaren a Monza punta sul fattore H: debutta l'ala rotante
Pubblicato il 2 settembre 2026, 10:34
C’è una differenza sostanziale rispetto all’F-Duct del 2010, quello sì inventato e portato in pista da McLaren. La H-Wing che il team porterà al debutto a Monza, dopo le prove condotte in Ungheria, è un’ala rotante ripresa da un’innovazione Ferrari, che nell’ala Macarena ha l’originale interpretazione poi ripresa da Red Bull - simile nel funzionamento alla versione McLaren - e, a Monza, si aspetta anche la proposta di Racing Bulls.
Perché battezzarla H-Wing? La spiegazione del team la collega all’F-Duct, il “condotto F” così chiamato perché l’apertura sul telaio era posta in corrispondenza della F dell’allora sponsor compagnia telefonica. La H-Wing, invece, riprende la lettera della compagnia aerea che ha il lettering in bella mostra sul retro dei flap dell’ala posteriore e, una volta ruotato, corrisponde nella posizione con l’attuatore centrale. Sfumature tecnico-commerciali.
McLaren cerca di ridurre il drag su una Monza "ostica"
Quel che conterà davvero sarà la capacità dell’ala rotante di abbattere il drag sul rettilinei del GP d'Italia, un’esigenza che ripaga in termini di tempo sul giro e minore dispendio d’energia, aspetto critico nel week end in arrivo.
“Sappiamo di aver avuto una vettura veloce nelle ultime gare, ma non diamo nulla per scontato. Monza è un circuito molto diverso da quelli più recenti e possiamo aspettarci un ordine dei valori che non rifletterà necessariamente quanto visto in Ungheria e nei Paesi Bassi”, anticipa Neil Houldey, direttore tecnico di McLaren Applied Engineering. “I nostri rivali continueranno a introdurre miglioramenti aerodinamici e al motore, quindi dovremo curare ogni dettaglio alla perfezione – dall’assetto e dalla gestione dell’energia fino a garantire che i piloti possano dare il massimo – se vorremo lottare di nuovo nelle prime posizioni.
Monza rappresenta una sfida unica: i suoi lunghi rettilinei rendono fondamentale la riduzione della resistenza aerodinamica, mentre le zone di forte frenata richiedono stabilità e le chicane esigono buone prestazioni d’assetto. Anche l’energia a disposizione durante il giro sarà limitata, quindi capire il modo migliore per ricaricare la batteria e utilizzarla sarà un aspetto fondamentale durante le prove libere.
La gestione dei sorpassi sarà quindi particolarmente importante, poiché approcci diversi alla raccolta e all’impiego dell’energia potrebbero creare un effetto yo-yo, con le vetture che si scambiano il vantaggio in diversi punti del giro. Detto questo, i margini in testa rimangono estremamente ridotti, quindi l’accuratezza delle nostre simulazioni pre-gara e del lavoro al simulatore saranno fondamentali per fornirci una solida base di partenza”.
Continua a leggere, gli sviluppi sulla MCL40 non finiscono con l'ala rotante (pag. 1/2)
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