GP Italia, l'anteprima: che non sia uno... Scempio della Velocità

Al GP Italia grande attesa per una Ferrari che porterà la nuova PU. Mercedes con Antonelli penalizzato e Russell unica punta, McLaren e Red Bull non partono battute
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 2 settembre 2026, 09:15 (Aggiornato il 2 settembre 2026, 08:32)

Mercedes ad una punta: penalità in arrivo per Antonelli

Un assist indiretto alla Ferrari arriverà proprio dalla Mercedes, che già nel giovedì di Zandvoort aveva risolto il mistero: Andrea Kimi Antonelli, italiano che si presenta da leader della classifica al GP Italia, dovrà montare un nuovo motore e di conseguenza pagherà l'arretramento di posizioni sulla griglia di partenza (il numero esatto, a seconda dei pezzi cambiati). Ciò significa una Mercedes ad una sola punta, segnatamente George Russell (per il quale la penalità arriverà più avanti, da capire dove): una bella occasione per la Rossa, che vedrà la prima rivale costretta a partire indietro con il suo pilota meglio piazzato in classifica. Ciò non significa sottovalutare la Stella, né tantomeno i singoli Russell e Antonelli: George con Antonelli sanzionato potrebbe correre più sereno e con meno pressione, mentre Andrea Kimi non avrà molto da perdere e, pur partendo molto indietro, andrà ragionevolmente all'attacco, magari senza prendersi rischi inutili considerando la situazione del campionato.

Del resto, la decisione di Monza è presa proprio pensando al campionato: dal momento che per il bolognese montare una PU fresca con annessa penalità era inevitabile, è stato deciso di farlo in Lombardia, pista che offre ovviamente modo di recuperare in gara pur partendo tante file più indietro. Con Russell, come detto, la quinta unità arriverà più avanti: un po’ perché Antonelli ha smarcato per primo la quarta e quindi ha più bisogno di ricorrere al quinto motore, un po’ perché se avesse montato il motore fresco in Italia anche a George, la Mercedes avrebbe lasciato totalmente campo libero agli avversari, scenario che il team anglo-tedesco vuole evitare per non togliere tutta la pressione alla concorrenza.

McLaren e Red Bull, speranze ed obiettivi

In una Monza che si godrà la Ferrari ed Antonelli, saranno sorvegliate McLaren e Red Bull, per motivi diversi. La MCL40 è molto cresciuta con il pacchetto introdotto a cavallo della pausa estiva (alcuni pezzi arrivati in Ungheria, altri in Olanda), ed ora attende una conferma su una pista lontana dalle preferenze della sua macchina: migliorato il comportamento nelle pieghe da media o lunga percorrenza e di media-alta velocità la McLaren deve confermare di aver fatto passi in avanti su un circuito che la esporrà alle velocità sul dritto (la MCL40 ha rapporti corti, non l'ideale per Monza) e la metterà alla prova nelle curve lente, area di difficoltà per la vettura inglese nonostante il passo corto della MCL40 possa far pensare il contrario. Tra l'altro, sulla vettura di Woking debutterà l'ala rotante, ribattezzata "ala H" o "H wing".

La Red Bull ha invece il limite sostanzialmente opposto, perché manca di carico e questo lo paga nei curvoni, mentre va bene nelle piste veloci; ciò significa che Monza potrebbe essere una pista molto adatta alla RB22, a patto che si riesca innanzitutto a trovare un bilanciamento mai trovato in Olanda. Il bilanciamento, ovviamente, niente ha a che vedere con i pacchetti da basso o alto carico, sebbene per la Red Bull sia parso più difficile, in questa stagione, trovare la quadra con i pacchetti da alto carico, assenti in Lombardia.

Di sicuro si dovrà fare particolare attenzione alle scalate di marcia, aspetto fondamentale in Italia e aspetto continuamente criticato dai piloti; tuttavia nel complesso a Monza è lecito attendersi una Red Bull forte, la quale comunque dovrà tenere un occhio sulla gestione delle gomme: anche questo è un tema, per una macchina che non è esattamente formidabile nel far durare le coperture. Sempre molto importante per Red Bull sarà il passaggio sui cordoli e l’assorbimento delle oscillazioni, area delicata per la RB22: per quest’anno sono stati rifatti i cordoli interni di Prima Variante, Roggia e Ascari (più una asfaltatura di un tratto di ghiaia all’uscita della Roggia), interventi che non dovrebbero comunque richiedere un approccio troppo diverso nell’affrontare tali curve.

(2/2)

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