Monza, che Tempio della velocità ci attende con le power unit 2026?

C'è curiosità per scoprire il comportamento dei motori sul circuito più esigente sulla potenza massima e le strategie di ricarica che verranno adottate dai team
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Monza, che Tempio della velocità ci attende con le power unit 2026?
© Pirelli

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 1 settembre 2026, 17:46

Aspetti Monza, il Gran Premio d’Italia e scorri i numeri che definiscono la sfida sul giro fino allo scorso anno. Sfida di velocità, s'intende. Il circuito è il più esigente tra quelli in calendario sulla power unit e poter spremere ogni cavallo si riflette direttamente sul tempo sul giro. Ben venga, quindi, il motore aggiornato Aduo-2 della Ferrari e i 10-15 cavalli di potenza supplementare dei quali è accreditato.

Il banco di prova sarà una pista che per l’82% del suo sviluppo, 5.793 metri, richiede alla power unit di girare in pieno; percentuale che scende al 76% considerando il tempo sul giro. Non sono le richiste migliori per le attuali power unit, che avranno a disposizione due frenate molto intense nella prima metà del giro, utili a ricaricare la batteria, seguite dalla terza frenata più impegnativa alla staccata della variante Ascari e, l’ultima, meno violenta, nell’ingresso della Parabolica. Uno degli interrogativi del fine settimana è legato a quanto sarà marcato il calo di spinta della power unit una volta raggiunta la velocità massima e quali strategie di recupero adotteranno i vari motoristi.

Monza e gli allunghi ripetuti

La frenata della prima variante, secondo i dati Brembo di un anno fa, si sviluppa su 129 metri e genera una decelerazione di 4,7G nel passaggio dai 337 km/h agli 89 km/h, per ben 2”7 di durata della fase di staccata. Un episodio che dovrebbe garantire l’energia sufficiente a rilanciare le monoposto verso la Roggia. Semmai, sarà interessante scoprire quanto in anticipo rispetto alla frenata ai 129 metri dalla curva, le monoposto subiranno il calo di spinta, considerato che dall’inserimento in Parabolica si va subito sull’acceleratore, in pieno per un tratto di circa 15 secondi lo scorso anno prima di attaccarsi ai freni della prima variante.

Altri 14-15 secondi di piena spinta caratterizzano il tratto tra l’uscita e la frenata della Roggia. Mentre nel segmento tra Lesmo 2 e la staccata della Ascari, il giro pole di Verstappen vide 11 secondi trascorsi con il motore in pieno.

Continua a leggere: due punti nei quali ricarica la batteria e le velocità massime attese (pag. 1/2) 

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