Monza, 5 curiosità sul Tempio della Velocità

Pubblicato il 1 settembre 2026, 12:47
Ferrari, Monza e la marea rossa
Poche immagini rappresentano il Gran Premio d’Italia quanto il rettilineo invaso dal rosso al termine della gara. Ferrari e Monza condividono un rapporto speciale, alimentato da decenni di storia e dalla passione dei tifosi.
Una delle pagine più recenti è stata scritta nel 2024, quando Charles Leclerc riuscì a vincere davanti al pubblico italiano grazie anche a una coraggiosa strategia a una sola sosta.
Per un pilota del Cavallino, vincere a Monza significa festeggiare davanti a una delle cornici più riconoscibili dell’intero Mondiale: la marea rossa dei tifosi Ferrari.
La vecchia sopraelevata è ancora lì
All’interno dell’Autodromo sopravvive ancora uno dei simboli della Monza di un’altra epoca: le curve sopraelevate del vecchio anello ad alta velocità.
La curva faceva parte dello storico tracciato ed è ancora oggi conservato all’interno del parco.
Non è raro vedere i tifosi provare a risalire la sopraelevata per scattare qualche foto.
Si tratta di una testimonianza spettacolare di quanto fosse estrema la concezione dei circuiti negli anni in cui la ricerca della velocità sembrava non conoscere limiti.
Monza, molto più di un circuito
Monza rappresenta oltre un secolo di corse, record, Ferrari e strutture che raccontano un’altra epoca dell’automobilismo. È difficile trovare un circuito capace di condensare così tanta storia in pochi chilometri d’asfalto.
Ed è forse proprio questo il segreto di Monza: le monoposto cambiano, i piloti cambiano e la Formula 1 continua a evolversi, ma il fascino del Tempio della Velocità resta lo stesso.
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