Formula Aut, a Monza una F1 di carta che "corre" per l’inclusione

Formula Aut arriva al Gran Premio d'Italia: una F1 di carta a grandezza naturale, realizzata da dieci ragazzi autistici tra arte, creatività e inclusione

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Formula Aut, a Monza una F1 di carta che "corre" per l’inclusione
© Associazione Facciavista Instagram

Ilaria ToscanoIlaria Toscano

Pubblicato il 1 settembre 2026, 12:52

Una squadra di dieci ragazzi

Dietro la monoposto, però, c’è molto più della volontà di costruire un oggetto capace di stupire. Il vero centro del progetto sono i dieci ragazzi autistici che hanno partecipato alla sua realizzazione nel laboratorio Facciavista.

Costruire una vettura di queste dimensioni ha significato lavorare insieme per mesi, affrontando ogni fase con attenzione, pazienza e precisione. Carta e cartone sono stati sovrapposti, modellati e assemblati progressivamente, fino a dare forma ai diversi componenti della monoposto.

Da questo punto di vista, il legame con il mondo della Formula 1 diventa ancora più significativo. Dietro ogni macchina che scende in pista non c’è mai soltanto un pilota: ci sono tecnici, ingegneri, meccanici e decine di professionalità differenti chiamate a collaborare per raggiungere un unico obiettivo.

Un viaggio speciale con la Polizia di Stato

Prima di arrivare sotto i riflettori del weekend del Gran Premio, Formula Aut sarà protagonista anche di un viaggio decisamente particolare. La monoposto verrà infatti trasportata su un carro attrezzi della Polizia di Stato, messo a disposizione dall’Autocentro di Milano grazie alla collaborazione con la Questura di Monza e della Brianza. Il convoglio attraverserà il centro storico di Seregno, con la viabilità gestita dalla Polizia Stradale della Lombardia, per poi dirigersi verso la sede di ACI Milano, dove la vettura sarà esposta in occasione della conferenza stampa ufficiale dell’Autodromo Nazionale Monza dedicata al Gran Premio d’Italia. Un trasferimento che diventa così parte integrante del progetto, portando simbolicamente nelle strade un messaggio di inclusione e valorizzazione delle capacità di ogni persona.

Senza motore, con qualcosa da raccontare

Formula Aut nasce attorno a un paradosso affascinante: riproduce una macchina progettata per correre, ma è completamente immobile. Non possiede un motore e non sentirà mai l’asfalto sotto le proprie ruote. Nonostante questo, porta con sé energia, creatività e soprattutto un messaggio di inclusione.

Non ha bisogno del rumore di una power unit per attirare l’attenzione. Lo fa attraverso la propria storia e attraverso quella delle persone che l’hanno costruita.

Nel weekend in cui Monza celebrerà la velocità e la competizione ai massimi livelli, in Piazza Duomo ci sarà quindi spazio anche per un altro modo di interpretare lo spirito di squadra.

Formula Aut vuole dimostrare che un progetto che inizialmente può apparire troppo complicato può prendere forma quando persone diverse decidono di costruirlo insieme. Questa monoposto non correrà mai un Gran Premio, ma il messaggio che porta con sé può arrivare molto lontano.

E forse, tra tutte le Formula 1 presenti a Monza, sarà proprio quella senza motore ad avere una delle storie più importanti da raccontare.

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