Antonelli vola a Monza da leader del Mondiale: è il primo italiano da 73 anni

Dall'Olanda all'Italia con la leadership del Campionato in tasca: Andrea Kimi Antonelli si prepara a un GP di casa che comunque vada sarà storico
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Lorenzo LucidiLorenzo Lucidi

Pubblicato il 23 agosto 2026, 18:34 (Aggiornato il 23 agosto 2026, 16:42)

23 agosto 1953: Alberto Ascari vince il gran premio di Svizzera, sul circuito di Bremgarten a Berna, e si prepara ad affrontare il GP d'Italia a Monza, ultima prova della stagione, da leader del Mondiale. Da allora, nessun italiano è più riuscito ad arrivare alla sua gara di casa in testa alla classifica. Fino ad oggi. Esattamente 73 anni dopo, Andrea Kimi Antonelli lascia Zandvoort con 59 punti di vantaggio su Russell e Hamilton, suoi più diretti inseguitori. Prossima tappa del Mondiale: Monza, gran premio d'Italia.

Kimi riporta la leadership italiana a Monza

A differenza di quel lontano 1953, la gara italiana non è l'ultima della stagione, ma soltanto la tredicesima di - forse - ventidue. Insomma, la lotta per il Titolo è ancora lunghissima, ma i numeri stanno lì a testimoniare che Kimi ha già fatto qualcosa di veramente speciale. E ora è chiamato a confermarsi per regalare agli italiani un sogno che manca proprio da quel 1953, quando Alberto Ascari portò per l'ultima volta l'Italia sul tetto del Mondo laureandosi Campione.

Un percorso, quello di Kimi Antonelli, che ha il sapore della redenzione: solo un anno fa, il giovanissimo bolognese stava vivendo una vera e propria crisi. Nella sua stagione europea aveva collezionato una manciata di punti (appena 3 in 6 gare, tra l'Austria e Monza) e già si vociferava di un suo possibile passaggio in Williams. Per permettergli di fare esperienza senza pressione, si diceva. Toto Wolff, che in lui ha creduto sin da quando era un bambino che stupiva sui kart, ha deciso di continuare a dargli fiducia, ed è stato ripagato con gli interessi. Da Baku 2025 in poi, Antonelli ha messo a segno una buona prestazione dopo l'altra, ottenendo anche due podi in Brasile e a Las Vegas e chiudendo la sua stagione in crescendo.

Alla vigilia del 2026, quando si iniziava a percepire che la Mercedes sarebbe stata la vettura da battere, le aspettative nei confronti di Kimi erano alte. Ma non altissime: vincerà la sua prima gara, si pensava, magari metterà a segno qualche centro durante la stagione e se sarà abbastanza accorto potrà mettersi davanti a George Russell in qualche occasione.

La cavalcata trionfale di Antonelli: 6 vittorie in 12 GP

Il resto, è storia: dopo aver ottenuto il secondo posto alle spalle di Russell in Australia, Andrea Kimi ha messo a segno una interminabile striscia di cinque vittorie consecutive: primo in Cina, con le lacrime per l'emozione della prima vittoria; poi il bis in Giappone, il tris a Miami, il poker in Canada e infine la quinta affermazione a Monaco, dove se non fosse stato per la Safety Car negli ultimi giri avrebbe inflitto distacchi superiori al mezzo minuto a chiunque altro.

In Catalogna, a Barcellona, Kimi era in zona podio quando la sua Mercedes lo ha tradito, e anche a Silverstone un problema tecnico ha interrotto quella che si stava trasformando in un'altra cavalcata trionfale. Ma in una stagione così lunga, è importante massimizzare il risultato. E così tornano utili e preziosissimi i punti conquistati col podio in Austria, preludio della sesta vittoria stagionale conquistata a Spa, prima di terminare ancora una volta terzo in Ungheria e infine secondo a Zandvoort.

Risultato: la leadership del Mondiale, con 59 punti di vantaggio su Russell e Hamilton, alla vigilia del gran premio d'Italia a Monza. La gara italiana, del resto, si preannuncia non semplicissima per Kimi. E non solo perché dovrà fare i conti con un tifo probabilmente in parte "diviso" tra lui e la Ferrari. A Monza infatti Antonelli sarà costretto a sostituire la sua power unit, con la conseguente perdita di posizioni in griglia di partenza che il regolamento prevede. Quella di scegliere Monza per la sostituzione del motore è stata una scelta sofferta, ma condivisa dalla Mercedes e dal suo pilota. Il Tempio della Velocità, con i suoi infiniti rettilinei, ha un layout perfetto per i sorpassi ed è il luogo dove recuperare posizioni è più semplice. Molto più rispetto a Madrid, Baku, Singapore e Sepang che sarebbero state le alternative.

Insomma, la gara di casa è importante, ma la corsa al Mondiale lo è molto di più. Per la cronaca, l'ultimo italiano a vincere a Monza è stato Ludovico Scarfiotti, nel 1966. Una vita fa, ma il Mondiale di Ascari del '53 è ancora più lontano...

Una sfida ancora tutt'altro che chiusa per Antonelli: sfoglia le pagine per continuare a leggere (1/2)

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