GP Cina, Leclerc: "Su questa pista sono sempre stato in difficoltà

Charles Leclerc analizza le difficoltà incontrate sul giro secco a Shanghai: le qualifiche premiano la costanza, in gara si può osare di più
GP Cina, Leclerc: "Su questa pista sono sempre stato in difficoltà
© Getty Images

Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 14 marzo 2026, 10:42

Reduce da una qualifica non semplice, Charles Leclerc ha analizzato con lucidità le difficoltà incontrate sul circuito di Shanghai. Il pilota della Scuderia Ferrari ha ammesso di non aver mai avuto un rapporto particolarmente brillante con questa pista, soprattutto sul giro secco. 

Il monegasco non cerca scuse e riconosce apertamente le difficoltà che storicamente incontra su questo tracciato, pur sottolineando come il distacco dai primi non sia così ampio. “Non sono particolarmente contento, ma devo dire che su questa pista sono sempre stato in difficoltà. È sempre stato così. Non è per mancanza di impegno: negli anni ho sempre lavorato molto, ma quando si tratta di qualifiche qui sembra mancare sempre qualcosa. Alla fine, comunque, non siamo poi così lontani”.

Secondo Leclerc, una delle chiavi della difficoltà sta anche nelle caratteristiche delle attuali monoposto di Formula 1, che rendono la qualifica un esercizio sempre più basato sulla precisione e sulla costanza. “Con queste macchine la qualifica è qualcosa che devo ancora capire fino in fondo, perché premiano molto di più la costanza. Più che la perfezione assoluta, conta riuscire a ripetere sempre lo stesso giro restando appena sotto il limite, piuttosto che arrivare in Q3 e provare qualcosa di diverso”.

Un cambiamento che, come lo stesso Leclerc ha ammesso, ha modificato un aspetto che in passato rappresentava uno dei suoi punti di forza. “Mi dispiace un po’, perché in passato le qualifiche erano sicuramente uno dei miei punti di forza. Ma mi abituerò, non è una tragedia. Ci sono comunque alcune cose che possiamo cambiare in futuro per migliorare proprio quella parte”. Lo scenario potrebbe però cambiare in gara, dove il pilota Ferrari ritiene di avere più margine di manovra rispetto alla qualifica. In gara si può sperimentare un po’ di più e le cose cambiano meno. La gestione della batteria è diversa, ma dal punto di vista della guida si può anche rischiare qualcosa in più. Volevo arrivare lì: è una posizione ideale”.

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