GP Cina, McLaren: 50 sfumature di papaya

Quella di Shanghai è la doppietta numero 50 nella storia del team di Woking, dominante nelle prime due gare della stagione: decisamente troppo presto per parlare di campionato ipotecato, ma una lotta in famiglia tra Piastri e Norris non è neanche da escludere

Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 24 marzo 2025, 11:21 (Aggiornato il 25 mar 2025 alle 10:38)

La prima era arrivata in Canada, nel 1968. Aveva vinto Denny Hulme davanti al fondatore Bruce McLaren, entrambi con la filante M7A, ed a suo modo fu una doppietta storica: non solo perché fu la prima, ma fu pure l’unica in cui comparve il nome di Bruce, che la McLaren l’aveva fatta nascere. Oltre mezzo secolo dopo, accanto all’arancione c’è un po’ di nero e sulle due macchine ci sono Oscar Piastri e Lando Norris, protagonisti della doppietta numero 50.

McLaren auto da battere, senza dubbio

Non è un mondiale ipotecato, e forse nemmeno indirizzato guardando al recente passato. La Red Bull, 12 mesi fa, sembrava passeggiare: tempo un paio di mesi e si sarebbe riscoperta vulnerabile. Lo è anche oggi, presa dai suoi affanni, facendo parte di quella schiera che sa che, se le MCL39 non sciupano niente, le può guardare solo dal retrotreno. La Red Bull è sempre più Verstappen-dipendente, e si fa fatica a collocarla considerando che l’altro pilota, Lawson, non ce la fa ad uscire dal Q1; la Ferrari lotta con i suoi fantasmi, mentre la Mercedes ha fatto chiaramente un passo avanti, ma ancora non abbastanza per vincere delle gare contro questa McLaren. Insomma, nel panorama di questa F1, la McLaren sorride, consapevole di poterselo permettere.

Non è un mondiale ipotecato perché a breve (già a Suzuka?) arriveranno le cartucce da sparare dei primi aggiornamenti ed il quadro, lo sappiamo, può mutare in fretta. La MCL39, per quanto ottima, non domina con distacchi giganteschi: Russell tutto sommato è giunto a 11” da Piastri, non un’enormità (sono due decimi al giro scarsi, divario non incolmabile). Ma è di sicuro quella con il potenziale maggiore, se i piloti (o il team) non sbagliano come accaduto nella qualifica sprint. Resta un po’ difficile da guidare, e Norris non smette di ripeterlo: può essere un tema da tenere bene a mente, proprio considerando quanto accaduto con la Red Bull, con le lamentele di Verstappen a livello di guidabilità raccolte solo tardivamente; ma per ora è la macchina da battere e può esserlo per un po’.

La classifica Costruttori

Norris-Piastri: è derby in famiglia?

L’imperativo per McLaren, in questo momento, è capitalizzare. Dal Giappone in poi, dove qualcuno potrebbe portare i primi sviluppi, seguirà un trittico di gare: dopo Suzuka si va in Bahrain e poi a Jeddah. Se i rapporti di forza non mutassero, McLaren avrebbe veramente la possibilità di prendere margine in classifica. Questo, a sua volta, potrebbe significare una lotta ristretta tra Norris e Piastri, e per quanto serva tutta la cautela possibile al riguardo, non è nemmeno da escludere. Piastri, che nel fine settimana di Shanghai si è divertito a raccontare di essere “per 1/16 cinese”, ha dato un bel segnale dopo Melbourne: ha già dimezzato il distacco da Norris, a sottolineare come le cose possano cambiare in fretta. Si rispettano, scherzano tra loro, ma soprattutto sanno aiutare la squadra; hanno stili di guida differenti, Lando e Oscar, ma quello che per alcune squadre è un limite, per la scuderia inglese questo pare essere un vantaggio: in Cina l’inglese ha guardato i dati dell’australiano e viceversa, ed in questo modo entrambi hanno fatto passi avanti, sia in termini di set-up che di guida, dopo la sprint.

Per ora gli altri non sono così lontani da vedere le McLaren grandi come un puntino, ma non sono neanche così vicini da allungare il braccio e prenderle: un divario c’è e, in una stagione così, ogni decimo pesa come un macigno. Non saranno Senna e Prost, simboli della lotta in famiglia per eccellenza, e non saranno nemmeno Hulme e Bruce McLaren, che oltre che compagni di squadra erano soprattutto amici; ma Lando Norris e Oscar Piastri possono davvero dare vita ad un derby in famiglia. Con il sospetto che questa doppietta non sarà affatto l’ultima del campionato.

Piastri padrone a Shanghai: "È la vittoria che meritavo a Melbourne"

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