Hamilton: "Tanti insegnamenti dall'Australia, tireremo fuori altro dalla SF-25"
Lewis parla del deludente esordio, dell'analisi post-gara condotta con la squadra e di una fase di rodaggio ancora in corso. Sui team radio con Adami replica: sono altri i piloti che maltrattano i propri ingegneri

Pubblicato il 20 marzo 2025, 14:06
Sfumature al limite dell’irrilevante, viste le priorità e la sostanza dei fatti, quelle relative allo scambio via radio tra Hamilton e il suo ingegnere di pista Riccardo Adami, nel corso del GP d’Australia.
In Cina si attende la risposta della Ferrari, della SF-25, che deve per forza esprimere altro rispetto alla deludente prestazione australiana. Il dopogara ha visto il primo debriefing approfondito, un altro momento per verificare se e quanto il metodo di lavoro in Ferrari sia diverso dalle abitudini che hanno accompagnato Hamilton in Mercedes.
A frutto gli insegnamenti dell'Australia
“L’analisi dopo la gara non è stata diversissima, abbiamo scaricato molti dati e stiamo ancora esaminando le cose. Abbiamo avuto una riunione fantastica con Fred, abbiamo parlato dei diversi modi di affrontare le cose. Sto ancora imparando come operano Fred e il team, come reagiscono alle cose che dici e sto provando a trarre grande energia da tutte queste discussioni”, racconta Lewis.
C’è un week end di gara nel quale farsi trovare subito pronti, a punto con l’assetto e qui la SF-25 dovrà dare le prime risposte. Quanto, cioè, sia facile da portare nelle condizioni operative ottimali. Un aspetto sul quale Hamilton ha proseguito, spiegando: “Lavoreremo sull’assetto per provare a estrarre di più dalla macchina, c’è un’enormità di cose che abbiamo imparato dall’ultimo week end. In quali condizioni preferisce operare la macchina e in quali no.
A ogni pista che affronto devo chiedere come sia andata lo scorso anno, quali problemi ci fossero negli anni scorsi, perché con questa macchina e con queste caratteristiche, sarà diverso da quanto hanno vissuto in passato. Quindi, proveremo a prevedere questi aspetti, avremo solo un turno di prove libere e dovremo provare a mettere a punto l’assetto perché sia il più possibile vicino alla perfezione”.
Team radio con Adami: un polverone sul nulla
La polemica sui modi - peraltro nulla di clamoroso, di irrispettoso o fuori dalle righe - con i quali Lewis e Riccardo Adami si sono confrontati in gara a Melbourne è davvero qualcosa di marginale.
“Non capisco perché, i media che ne hanno parlato, siano stati così negativi. Sono stato cortese, ho sempre detto ‘per favore’ alla fine, nonostante stessi correndo.
Se guardate a certi altri piloti, che parlano in modo acceso e sono stati quasi aggressivi con i loro ingegneri, sono stati aggrediti verbalmente per anni, io non l’ho fatto. Ci sono stati un paio di personaggi che sono stati piuttosto duri nel modo di parlare. A ogni modo, è qualcosa che impari nel tempo. Di gara in gara diventeremo più forti ed è questa la cosa più importante”, spiega.
Commenti che si sommano ad altre parole, nelle quali c’è un nome e un cognome al generico “certi altri piloti”. "Andate ad ascoltare i team radio degli altri con i loro ingegneri, sono decisamente peggiori. Le discussioni che Max ha con il suo ingegnere da anni, i maltrattamenti che quel povero ragazzo si prende senza che voi ne scriviate mai. Però, scrivete della minima discussione che ho avuto con il mio ingegnere”.
Rapporto tra Verstappen e Giampiero Lambiase che certo non ha mancato negli anni di regalare accesi confronti e botta e risposta da entrambe le parti. Normali dinamiche di un rapporto tutto interno alle squadre e, ancor di più, al personalissimo rapporto tra pilota e ingegnere.
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