Wolff richiama all’ordine: “Non vogliamo una guerra interna"

Il team principal della Mercedes commenta l’episodio che ha coinvolto George Russell e Andrea Kimi Antonelli nella Sprint Race del Canada
https://www.google.com/preferences/source?q=autosprint.it, as
Wolff richiama all’ordine: “Non vogliamo una guerra interna"
© Getty Images

Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 23 maggio 2026, 19:40

La Sprint Race del Canada ha lasciato in dote a Mercedes un risultato positivo, ma anche alcuni spunti di riflessione sulla gestione dei propri piloti. Nel post-gara, Toto Wolff è intervenuto sull’episodio che ha coinvolto George Russell e Andrea Kimi Antonelli, spiegando come il team abbia colto l’occasione per ribadire principi e regole interne senza però puntare il dito contro nessuno dei due.

Il team principal della scuderia di Brackley ha sottolineato come quanto accaduto rappresenti un utile precedente in vista del futuro. “Ho apprezzato il momento, perché chiaramente ci ha consentito di vedere come poter gestire situazioni analoghe anche in futuro. Non vogliamo perdere una gara o avere incidenti tra due piloti. A volte dobbiamo tutti ricordarci quali sono i nostri obiettivi”.

Nessun problema con Antonelli o Russell

Wolff ha quindi chiarito che la questione non riguarda i singoli protagonisti, bensì il rispetto di linee guida condivise all’interno della squadra. “Non ho nulla né contro Antonelli né contro Russell, ci sono delle regole interne da rispettare. Preferisco che sia accaduto durante la Sprint, quando ci sono pochi punti in palio”. 

Secondo il manager austriaco, l’episodio rappresenta dunque un campanello d’allarme arrivato nel momento meno dannoso possibile, consentendo al team di affrontare immediatamente il tema senza conseguenze pesanti in termini di classifica.

Evitare una “guerra interna”

Wolff ha poi utilizzato una metafora piuttosto eloquente per descrivere ciò che Mercedes vuole evitare all’interno del box. “Non vogliamo iniziare una guerra tipo Star Wars che possa poi escalare nel tempo. È una questione di emotività: è un pilota giovane e quindi George avrebbe fatto la stessa cosa. Bisogna solo gestire”. Il riferimento all’età e all’inesperienza di Antonelli non viene però interpretato come una critica. Al contrario, Wolff ha voluto normalizzare la situazione, spiegando come reazioni di questo tipo facciano parte del percorso di crescita di un giovane pilota e che anche Russell, nelle stesse circostanze, avrebbe probabilmente reagito in maniera analoga.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading