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GP Canada, l'anteprima: Mercedes che fai, scappi?

Pubblicato il 20 maggio 2026, 13:58 (Aggiornato il 20 maggio 2026, 12:27)
Si corre a maggio: temperature, graining ed evoluzione dell'asfalto
Un'altra variabile sarà la collocazione insolita di questo GP del Canada, che per la prima volta non solo ospita il programma sprint, ma va pure in scena a maggio: nelle 44 edizioni del GP Canada andate in scena finora a Montréal, le prime quattro sono state disputate tra ottobre (la prima) e settembre (la seconda, la terza e la quarta), mentre tutte le altre si sono svolte a giugno (mese del GP Canada dal 1982 al 2025).
Le poche settimane di anticipo possono portare a temperature leggermente inferiori rispetto al solito, qualcosa che potrebbe comportare leggeri cambiamenti nella messa in temperatura dei pneumatici, specie in qualifica.
Sempre in tema gomme (C3, C4 e C5 in azione nel Quebec), la Pirelli suggerisce di osservare il graining: nell'edizione scorsa è stato un tema preponderante fino alla gara, e potrebbe esserlo anche quest'anno sebbene il prodotto 2026 sia meno incline a questo fenomeno, il quale così potrebbe ridursi alla sola giornata di venerdì.
Questo dipenderà anche dal tipo di evoluzione della pista, sempre piuttosto forte in Canada: Montréal non viene usata durante l'anno e questo fa sì che la pista sia molto sporca per le FP1, prestandosi poi ad una grossa evoluzione dell'asfalto, un qualcosa che i team dovranno essere bravi ad interpretare.
Pista di motore, accelerazioni e frenate
Per il resto, il Canada resta la stessa pista di sempre. Accelerazioni e frenate, curve da media velocità abbinate a brucianti ripartenze che chiedono molto all'asse posteriore. In più, serve una meccanica in grado di assorbire bene i cordoli, fase sempre cruciale a Montréal, e soprattutto un impianto frenante che trasmetta la massima fiducia al pilota. Proprio per le violente frenate, non dovrebbe essere così problematico ricaricare degnamente la batteria, nonostante i tanti allunghi del circuito dedicato alla memoria di Gilles Villeneuve.
E proprio perché è una pista di motore, ecco che potrebbero riproporsi scenari tecnici, se non uguali, quantomeno avvicinabili a quelli di Miami: dunque una Ferrari in grado di dire la sua ma con lo spauracchio della ricarica (soprattutto in caso di duelli ravvicinati e continuati), una Red Bull capace di puntare su un buon motore ed una bassa resistenza all'avanzamento, una McLaren con lecite speranze di fare bene. E poi la Mercedes, di cui saranno da valutare i già citati aggiornamenti previsti: scapperà ancora?
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