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Hamilton in Brasile allontana i rumours sul contratto e spera in un week end da Hammer Time

Pubblicato il 7 novembre 2025, 09:19
Per parlare del futuro, quello con la Ferrari dopo il 2026, c’è ancora tempo. È, piuttosto, sull’attualità e le recenti decisioni del collegio dei commissari di gara in Messico che si concentra Lewis Hamilton alla vigilia del GP del Brasile.
I rumours su un contratto che non verrà esteso oltre il 2026, iniziati a circolare nei giorni scorsi, vengono liquidati da Lewis spiegando come abbia “un contratto piuttosto lungo” e, “solitamente, quando devi firmare un contratto inizi a parlarne l’anno precedente: sono ancora un po’ lontano da quel momento”.
Il potere dei commissari e la necessità di trasparenza
A Interlagos arriva con l’ottima prestazione ottenuta in qualifica a Città del Messico, mentre in gara il risultato è stato condizionato dalla penalità decisa dalla direzione gara per aver tratto un vantaggio dal taglio di pista successivo alla lotta con Max Verstappen. Non il taglio in sé ma l’aver tratto un vantaggio di posizione è stato ritenuto dai commissari un fatto da penalizzare con 10”.
“Non c'è chiarezza e questo fa parte di un grande problema: trasparenza e responsabilità. Ma anche un problema di segretezza su come vengono prese le decisioni. È qualcosa che deve assolutamente essere affrontato.
Non so se i commissari siano consapevoli del peso che hanno le loro decisioni e del fatto che influenzano le carriere e possono decidere i risultati del campionato, come abbiamo visto in passato. Quindi bisogna fare qualcosa”.
Hamilton nel suo Brasile per continuare i progressi
Guardando al week end e gli obiettivi realistici, immaginare un Hamilton sul podio in Brasile in tuta Ferrari, lui che del Paese è cittadino onorario, sarebbe forse l’immagine più forte da consegnare agli archivi, forse anche più della vittoria nella Sprint di Shanghai.
“Stiamo migliorando in continuazione e facendo dei progressi, sono entusiasta e amo essere in Brasile. Mi sento a casa. Se mi aspetto sia un week end hammer time? Non sentivo da un po’ quella parola… mi piacerebbe fosse così, è l’obiettivo ed è quello per cui sto lavorando. Spero che in questo week end possa arrivare un altro passo in avanti rispetto a ciò su cui abbiamo lavorato nelle ultime gare. Mi auguro che con il supporto del Brasile potrò fare un bel lavoro per i tifosi”.
Felice di non fare il team principal
Hamilton, come tutti gli altri, è spettatore della corsa al titolo Piloti tra Norris, Piastri e Verstappen. Lui che in McLaren, nel 2007, ha perso il campionato a vantaggio di Raikkonen e oggi registra le parole di Zak Brown, che preferirebbe un bis di quell’esperienza per la McLaren piuttosto che eleggere un pilota sul quale puntare sacrificando l’altro. “Ognuno ha il proprio punto di vista, io ho vissuto l’esperienza di trovarmi in un team nel quale c’erano due piloti in lotta per il campionato e siamo arrivati a giocarcelo all’ultima gara”, ricorda Lewis. “Alla fine perdemmo entrambi, quindi… non penso che a nessun tifoso interessi molto del campionato Costruttori, interessa più al team. A noi come piloti ci interessa per la squadra ma alle persone interessa il campionato Piloti, quindi… scegliere un pilota è molto difficile, per fortuna non sono un team manager e non devo preoccuparmi di prendere queste decisioni”.
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