GP Azerbaijan, le pagelle: il miglior Russell della stagione, grande Verstappen, disastro Colapinto

Russell superlativo contro un grande Verstappen, applausi ad Hadjar. Sorridono Sainz ed Ocon, Antonelli limita i danni. Piastri sciupa, disastro Colapinto
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Matteo NovembriniMatteo Novembrini

Pubblicato il 28 settembre 2026, 09:24 (Aggiornato il 28 settembre 2026, 08:54)

Charles Leclerc: 7

In qualifica fa più del massimo, in gara non è da meno: parte male (come tutti, sul lato sporco), poi contiene come può macchine che ne hanno di più. Salvo nel finale contro Antonelli, ha poco da rimproverarsi: è l’ennesimo piazzamento di qualità, ma pure un’altra conferma di quanto in questa fase di stagione il “rosso” sia sbiadito. “E gli altri sono arrivati in curva”, dice: gli upgrade di Austin a questo punto non sono solo attesi, ma pure necessari.

Carlos Sainz: 7

Succede un po’ di tutto, nel suo weekend: accoglie con favore una Williams finalmente aggiornata, la porta per la prima volta in stagione in Q3, vanifica tutto per infrazione con bandiera gialla, sta guardingo nel gruppo, si ferma prima di tutti e maledice una safety car che lì per lì pare metterlo fuori gioco, poi però approfitta della prima ripartenza per guadagnare sei posizioni (da 18° a 12°) e nel finale vince di un niente la volata con Hulkenberg per il punto del 10° posto. Ne ha vissute abbastanza: la FW48 ora attende la riprova su altre piste, ma intanto un sorriso.

Haas: 7

“Esecuzione” perfetta. Non c’erano pezzi nuovi sulla Haas, che era intervenuta sulla VF-26 nelle scorse settimane; a Baku ne ha raccolto i frutti, facendosi trovare pronta di fronte all’occasione: ritorno a punti dopo 8 GP, primo doppio piazzamento in top 10 da Las Vegas 2025. “Lo meritiamo, lo meritiamo”, non faceva altro che ripetere Ocon, per somma soddisfazione sua, del team principal Komatsu e pure di Bearman, pure lui tornato a respirare. Un bel colpo in ottica Costruttori: +10 su una Audi mediamente molto più veloce, ma troppe volte inconcludente.

Andrea Kimi Antonelli: 6,5

Nel complesso, non si può dare troppo di più: quinto con una macchina che avrebbe potuto fare una doppietta facile, a livello di potenziale. Complica tutto in qualifica, ed in gara parte guardingo: l’imperativo era tenersi fuori da guai per risalire con calma e limitare i danni. Lo fa, ammettendo di aver corso prestando parecchia attenzione ad ogni duello: aveva capito che non era il weekend giusto per correre troppi rischi. Fortunato nell’episodio della prima ripartenza: fondo danneggiato, ma prosegue.

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