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Ferrari, 20-0 sulla McLaren: bilancio salvo, ma manca tutto il resto

Pubblicato il 27 settembre 2026, 08:29 (Aggiornato il 27 settembre 2026, 09:42)
A volte, la F1 è più simile al calcio di quanto si pensi. Perché nel pallone, rispetto a tanti altri sport, c'è qualche possibilità in più di vincere pur "giocando male"; ed a volte questo succede anche in Formula 1, quando magari non ne hai ma le circostanze ti aiutano ed il tuo stringere i denti alla fine porta molti più dividendi di quanto avresti pensato. Per la Ferrari, il GP Azerbaijan è stato sostanzialmente questo: una lunga sofferenza, poi però sono arrivate determinate circostanza a regalare al Cavallino Rampante un inatteso bilancio di 20-0 sulla McLaren.
Bilancio "salvo", ma manca tutto il resto
Un po' come nel calcio ci si può affidare ad una buona difesa ed alla sorte che magari fa sbattere il tiro avversario sul palo, così in F1 si tratta di stringere i denti come si può e poi vedere che accade. Non ce ne sono molti altri, di parallelismi da fare tra il mondo pallonaro e quello automobilistico; eppure è un paragone calzante per dire come la Ferrari, almeno per quello che è il suo unico obiettivo plausibile per il finale di 2026 (almeno in termini di classifica), abbia scavalcato il trappolone di Baku ben più che integra. Il merito, se c'è stato, è stato quello di massimizzare le prestazioni in pista di una SF-26 scoperta sul fronte motoristico e di conseguenza vulnerabile contro tutte le altre vetture dei top team.
Leclerc ha fatto il massimo portandosi più avanti possibile in qualifica, Hamilton si è destreggiato come ha potuto nel gruppo arrivando persino a chiedere un cambio di gestione dell'elettrico pur di inventarsi qualcosa. Il risultato, almeno nei freddi numeri, deve essere preso con un sospiro di sollievo: 4° e 6° posto con una macchina che per la prestazione espressa avrebbe potuto finire anche più giù. Ma chiaramente, è il modo in cui è arrivato questo risultato a non poter far felici le persone di Maranello.
La coperta è troppo corta
Che Baku non fosse la miglior pista per la SF-26, era un fatto scontato: lunghi rettilinei, curve lente da trazione e gestione gomma nulla, ovvero due punti deboli della Ferrari ed un punto di forza annullato. Messa così, non si può nemmeno far finta che le prestazioni siano state inaspettatamente negative: che la Mercedes fosse imprendibile era fuori discussione, che la Red Bull potesse essere forte era prevedibile, che battere la McLaren non fosse scontato rientrava nella logica delle cose. La prima fila della qualifica è stata un qualcosa di "accidentale": l'errore di Antonelli, i guai di batteria di Verstappen, un gran giro di Leclerc e Piastri solamente ad un millesimo da Charles.
È stata la gara, piuttosto, a restituire un quadro reale di una SF-26 che ci ha messo un po' anche a trovare la quadra nel corso del weekend: troppo rigida sospensivamente e dunque con poco grip al giovedì, i tecnici hanno trovato le giuste regolazioni ma semplicemente non c'era molto altro da tirare fuori dalla SF-26 a Baku. Sicuramente per sopperire alla carenza di spinta sul dritto il team ha limitato il carico sulla vettura (e questo può aver influito nel mandare in temperature le gomme), anche se Hamilton ha chiesto un assetto un po' più carico di Charles (per gomme e aderenza), ma comunque la si giri la coperta a Baku era corta: tuttavia le altre stanno crescendo, ed ora la paura è che la coperta possa riscoprirsi corta anche altrove, come in parte già testimoniano le cinque gare senza podio.
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