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Lawson sul possibile passaggio in Red Bull di Hadjar: "Deve concentrarsi su se stesso e sul suo lavoro"

Pubblicato il 18 settembre 2025, 13:06
Le voci si fanno sempre più forti e si intensificano. Nel paddock della Formula 1 l’eco del possibile passaggio di Isack Hadjar in Red Bull a partire dal 2026 si fa sempre più concreto. Lo scenario che circola prevede Yuki Tsunoda messo in panchina e Arvid Lindblad promosso al fianco di Liam Lawson, creando così una nuova linea per il team di Milton Keynes. Al momento non ci sono ufficialità né conferme, solo un clima di attesa crescente che sembra preludere a un annuncio imminente.
Lawson prende la parola
Sul tema è stato interpellato direttamente Liam Lawson durante la tradizionale conferenza stampa del giovedì che precede il Gran Premio. Al neozelandese è stato chiesto quali consigli darebbe a Hadjar nell’eventualità di un approdo in Red Bull, visto che lui stesso ha vissuto, seppur brevemente, quell’esperienza. “Dall’esterno tutti guardiamo quanto sia un posto molto scomodo nel quale trovarsi, per me è difficile guardare indietro e fare un paragone adeguato perché ho fatto solo due gare” ha commentato Lawson. “Se ci ripenso posso dire che ho fatto tutto quello che potevo, si può fare sempre meglio però da parte mia penso che si sia parlato fin troppo di quanto sia difficile” ha aggiunto il pilota della RB.
Fiducia come chiave di sopravvivenza
L’ex pilota Red Bull, indirettamente, ha voluto rimarcare come la sua “retrocessione” dal team principale a quello satellite non abbia scalfito la fiducia in se stesso. Un aspetto che considera essenziale per chiunque voglia conquistare un posto stabile in griglia. “Alla fine siamo tutti piloti e abbiamo abbastanza fiducia in noi stessi per essere qui, altrimenti non avrebbe senso stare qui. È importante che continui ad avere fiducia in se stesso, Isack sta svolgendo un ottimo lavoro quest’anno e se dovesse accadere deve concentrarsi su se stesso e sul suo lavoro, prepararsi al meglio e non ascoltare ciò che arriva da fuori”. Tre consigli che a prima vista possono sembrare banali, ma che riflettono probabilmente i punti su cui Lawson stesso riconosce di aver faticato nel suo breve periodo in Red Bull.
Il futuro ancora in bilico
Non poteva mancare, nella conferenza, una domanda sul futuro personale di Lawson. Il giovane neozelandese non ha ancora un sedile certo per il 2026 e la situazione resta aperta a più scenari. “Spero che nelle prossime gare si possa sapere quale sarà il mio futuro, al momento è difficile saperlo” ha ammesso con sincerità. Dalle sue parole traspare però un cambio di prospettiva rispetto al passato. Se un tempo si immaginava vincitore soltanto in Red Bull, oggi il suo orizzonte si è ampliato: “Chiaramente tutti inseguiamo il nostro sogno. Il primo obiettivo è quello di arrivare in Formula 1, poi diventa quello di vincere e non per forza deve succedere in Red Bull, ma può accadere anche in un altro team”.
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