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Hamilton missione adattamento: "A Jeddah per lavorare ancora sullo stile di guida"

Pubblicato il 18 aprile 2025, 11:32
Arriva al momento giusto il circuito di Jeddah per Lewis Hamilton. Una pista che con i suoi velocissimi curvoni e cambi di direzione richiede un feeling totale tra macchina e pilota per estrarre la prestazione. Un aspetto sul quale Lewis, appena pochi giorni fa, dopo il GP del Bahrain, approfondiva le difficoltà a sincronizzare il proprio stile di guida con la Ferrari SF-25. Un percorso di adattamento lungo, che richiede modifiche ad abitudini consolidate negli anni e che, soprattutto in qualifica, rischia di riportare a “vecchi” modi di guidare la macchina che non sono quelli più efficaci per estrarre la prestazione dalla SF-25.
La Ferrari SF-25 richiede cambiamenti radicali
Hamilton torna sul tema ancora una volta, lo fa alla vigilia del GP dell’Arabia Saudita (qui trovi gli orari delle sessioni) per dire: “Non voglio scendere troppo nei particolari, però è una sfida legata allo stile di guida. Ogni pilota ha un proprio stile e il mio ha funzionato per molti anni. Naturalmente devi adattarlo un po’ nel tempo ma questa volta richiede un cambiamento radicale. Ho trovato un paio di cose che, nell’ultima gara, hanno funzionato.
Applicarle ovunque andrò sarà una sfida e, in particolare, quando sei in qualifica e devi spingere per estrarre quel pezzetto in più, mi immagino a ricadere nelle vecchie abitudini, quindi è qualcosa sulla quale devo solo avere calma ed essere diligente”.
Ferrari, cosa funziona e cosa no nelle scelte di assetto
Prestazione in qualifica che sarà importantissima per costruire una gara da correre nelle posizioni avanzate, con il tema della gara in aria sporca che sarà attuale vista la conformazione dei primi due settori di Jeddah. Quattro gare alle spalle hanno concesso a Hamilton un’esplorazione della SF-25, delle sue caratteristiche e “preferenze” in termini di regolazioni di assetto, quanto basta per capire quale sia la finestra di funzionamento migliore e come adattare il proprio stile di guida.
“Questa pista è straordinaria e, in passato, la squadra ha fatto bene. Ogni volta che arrivo su una nuova pista imparo nuove cose sulla messa a punto della macchina, alcune diverse da quanto ho fatto in passato. Ci sono molti aspetti positivi dalla scorsa settimana e spero di riuscire ad applicarli in questo: forse non alla perfezione ma mi auguro di poter costruire dei miglioramenti su di essi.
Charles guida da molto tempo questa macchina e il suo stile di guida funziona alla perfezione, ama quando ha una macchina sovrasterzante ed è davvero impressionante da vedere. Inoltre, dall’inizio del week end non cambia tantissimo la macchina, in qualche modo sanno da quale base partire dall’anno precedente. Io a questo punto ho provato pressoché tutto con la macchina, ho imparato cosa non funziona e, in termini di input che do all’auto, come regolarla per estrarre prestazioni migliori. Spero di farcela in questo week end, vedremo”.
Hamilton: in Arabia conta entrare subito nel ritmo
Jeddah arriva al momento giusto perché è tra le piste che richiedono una fiducia totale tra monoposto e pilota per aggredire le sequenze di curve nel primo e secondo settore. Passaggi velocissimi sui quali “sentire” la macchina e non finire per esserne “passeggeri”: “In questo week end sarò concentrato sul mio stile di guida e riuscire davvero a costruire un ritmo con il circuito e avere il pieno controllo. Questa è una pista sulla quale, un po’ come Monaco o Baku, devi entrare nel ritmo il prima possibile e poi procedere per miglioramenti progressivi, senza strafare. Ho molto lavoro da fare per adattare il modo in cui attacco le curve ma non è impossibile, potrebbe richiedere un po’ di tempo in più ma mi auguro non troppo”.
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