Diamanti grezzi: l'ultima dei rookie prima della pausa estiva

Da Antonelli a Bearman, cinque rookie tra conferme, dubbi e fame di riscatto: il GP d’Ungheria traccia la linea prima della pausa estiva
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Diamanti grezzi: l'ultima dei rookie prima della pausa estiva
© Mercedes/Alpine/Sauber/RB/Haas

Debora FigoliDebora Figoli

Pubblicato il 4 agosto 2025, 10:45 (Aggiornato il 5 ago 2025 alle 10:17)

La Formula 1 moderna è diventata un banco di prova spietato per i rookie. Non basta più essere veloci: bisogna essere completi, maturi, adattabili. E saperlo dimostrare subito. Il Gran Premio d’Ungheria, con le sue curve lente e le temperature variabili, è stato l’ennesimo esame per i volti nuovi della griglia. Alcuni hanno colto l’occasione per risalire la corrente, altri hanno dovuto fare i conti con una realtà più dura del previsto.

Antonelli, una decima posizione che vale doppio

Per Antonelli, un passo indietro per compierne due in avanti. Il giovane Kimi è arrivato in Ungheria visibilmente scoraggiato dopo un weekend nero in Belgio, dove il feeling con la monoposto era praticamente inesistente. E senza fiducia nella vettura – quella che dovrebbe essere l'alleata numero uno per ogni pilota – diventa tutto più difficile. A Budapest, però, il team di Brackley ha deciso di fare marcia indietro, tornando alle sospensioni precedenti agli ultimi aggiornamenti. Una scelta conservativa, ma efficace. Il feeling, lentamente, è tornato. Non abbastanza per un Q3 o una top 5, ma sufficiente per cogliere i primi punti europei della stagione. Una decima posizione che, per un rookie in difficoltà, rappresenta ben più di un semplice piazzamento: è un’iniezione di fiducia. E a volte, per crescere davvero, serve prima ritrovarsi.

Colapinto, un talento da ritrovare

Un Colapinto spento ha tagliato il traguardo del Gran Premio d’Ungheria, chiudendo un fine settimana anonimo e privo di acuti. Il rookie argentino non è riuscito a mettere insieme la prestazione necessaria per rendere competitivo il proprio pacchetto. In difficoltà anche il suo compagno di squadra, a conferma di un’altra tappa complicata per il team francese. La domanda che sorge spontanea è: in questo contesto, quanto può realmente crescere un giovane talento come Colapinto? Il materiale a disposizione sembra frenare anche le migliori intenzioni. Serve una svolta tecnica e gestionale per evitare che le potenzialità vadano sprecate.

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