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Vasseur predica l'unità e poi attacca: "Scorretto quando si accusa qualcuno"

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 ottobre 2026, 11:12
Quando si decide di imbarcarsi su una nave chiamata Ferrari si sanno per certo due cose: che si resterà nella storia e che si dovranno affrontare parecchie tempeste. E Frederic Vasseur, quando ha firmato il contratto con il Cavallino a fine 2022, dall’alto della sua esperienza, ne era perfettamente consapevole.
Critiche a pioggia nei momenti bui e inviti alle dimissioni sono il pane quotidiano per chi è al timone della Rossa, ma forse mai il transalpino si sarebbe potuto immaginare l’ingresso opportunistico e a gamba tesa di un ex collega, quale è Christian Horner il quale, da mesi alla finestra, ha approfittato della situazione non favorevole di Maranello per autocandidarsi non esattamente nella maniera più chic.
Ma come si dice, mors tua vita mea, di conseguenza, non appena il malizioso manager britannico ha intravisto una succulenta opportunità di rientrare nel Circus, non si è posto tanti scrupoli proponendosi per un ruolo apicale.
Davanti a questa cavalcante onda improvvisa, seppur pienamente supportato dalla coppia dell’alta dirigenza John Elkann – Benedetto Vigna, il francese è giunto in Malesia stordito dal colpo ricevuto a sorpresa e da subito ha fatto percepire il proprio malessere. “La squadra oggi ha bisogno di lavorare con serenità, ma con il caos e le indiscrezioni sulla stampa nel corso dell’intera settimana, non è possibile”, la sua denuncia.
Vasseur in bilico, la sinergia come sola strada per il successo
Seconda della generale, ma con 160 punti di distacco dalla Mercedes e il più delle volte lontana dal podio, la Ferrari 2026 arranca e si affanna a rincorrere uno stato di forma che non arriva. Costantemente impegnata in una corsa ad ostacoli, tra cui la pressione esercitata dall’esterno da chi vorrebbe sentir risuonare l’inno italiano e deve rimandare in continuazione l’appuntamento, per adesso la Rossa non può fare altro che affidarsi al suo classico mantra.
“Si vince e si perde assieme. Non è il caso di puntare il dito contro nessuno”, ha dichiarato il buon Fred cercando altresì di spegnere il fuoco rinvigorito da Hamilton con i recenti richiami alla presidenza, rea di essere stata assente nelle fasi cruciali.
“L’inizio di stagione è stato positivo, poi abbiamo faticato in qualche gara, ma grazie alle evoluzioni della SF26 torneremo ad avere il passo”, ha analizzato l’annata promettendo progressi per la volata finale seppur ormai per obiettivi secondari.
Con le spalle larghe abbastanza da accettare i rimbrotti dei media e non solo, il team principal ha voluto infine togliersi un sassolino dalla scarpa. “Mi aspettavo di dover affrontare dei lati negativi del mestiere, tuttavia ritengo scorretto quando si vuole accusare qualcuno”.
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