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Zanardi, 15 settembre 2001: il giorno che cambiò tutto

Pubblicato il 15 settembre 2026, 16:09
Ci sono date che appartengono agli albi d’oro e altre che, per chi ama le corse, rimangono impresse nella memoria.
Il 15 settembre 2001 è una data tragicamente storica per il mondo del motorsport.
Sono passati esattamente venticinque anni dal pomeriggio del Lausitzring in cui Alessandro Zanardi rischiò di morire al volante della sua Reynard-Honda. Un incidente spaventoso, uno dei più violenti nella storia moderna dell’automobilismo, nel quale il pilota italiano perse entrambe le gambe.
Per raccontare quel giorno, però, bisogna cominciare qualche ora prima dello schianto. Perché prima di diventare una delle pagine più drammatiche della storia delle corse, quella del Lausitzring era stata una gara da Zanardi.
Una di quelle che spiegavano perfettamente perché, dall’altra parte dell’Atlantico, Alex fosse diventato una stella.
L’America dopo la Formula 1
Nel 2001 Zanardi aveva 34 anni e stava cercando di ricominciare.
La sua storia con la Formula 1 era stata complicata. L’esordio con Jordan nel 1991, poi Minardi e soprattutto Lotus; quindi l’America, dove tra il 1996 e il 1998 era diventato uno dei piloti simbolo della CART, conquistando i titoli del 1997 e del 1998.
Lì era nato lo Zanardi che il pubblico aveva imparato ad amare: aggressivo, spettacolare, capace di sorpassi impossibili e di rimonte furibonde. Un italiano che aveva trovato negli Stati Uniti ciò che la Formula 1 non era riuscita a concedergli.
Quelle vittorie gli avevano riaperto le porte del Circus. Nel 1999 Frank Williams lo aveva riportato in Europa, affidandogli una Williams-Supertec. Doveva essere la consacrazione. Fu invece una stagione amarissima, senza punti, al termine della quale le strade di Zanardi e della squadra inglese si separarono.
Dopo un anno lontano dalle competizioni, Alex decise di tornare dove era stato felice.
Nel 2001 firmò con il Mo Nunn Racing e rientrò nella CART. La stagione non fu semplice: la squadra era giovane, i risultati faticavano ad arrivare.
E poi arrivò il Lausitzring.
Una rimonta alla Zanardi
L’American Memorial del 15 settembre aveva già un’atmosfera particolare. Il mondo era ancora sotto shock per gli attentati dell’11 settembre negli Stati Uniti, avvenuti appena quattro giorni prima.
La CART corse comunque in Germania.
Zanardi partiva dal fondo dello schieramento, in ventiduesima posizione. E quel pomeriggio tornò improvvisamente a essere lo Zanardi degli anni d’oro americani.
Sorpasso dopo sorpasso risalì il gruppo.
Dalla ventiduesima posizione arrivò fino alla testa della corsa. A pochi giri dalla conclusione si trovava a giocarsi una vittoria che avrebbe avuto un significato enorme: sarebbe stata la prima dal ritorno in CART e, soprattutto, la dimostrazione che quel pilota capace di dominare il campionato pochi anni prima era ancora lì.
Poi arrivò l’ultima sosta e in pochi secondi tutto cambiò.
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