Il Madring scontenta tutti, i piloti chiedono a gran voce delle modifiche

L'assenza di sorpassi dovuti al layout della pista spagnola ha reso la gara piuttosto soporifera. Tra gli imputati per il fallimento pure Sainz
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Chiara RainisChiara Rainis

Pubblicato il 14 settembre 2026, 14:38

Era stato presentato come un circuito in grado dividere i piloti veri dai ragazzini, ma almeno per il momento il Madring e le sue 22 curve hanno fallito.Neppure la tanto acclamata area della Monumental, la sopraelevata che probabilmente vuole imitare Monza, è parsa  di grado di migliorarne la qualità. Anche per questo possiamo dire con discreta certezza che la novità del calendario 2026 della F1 è stata un flop.

E pensare che alla vigilia del fine settimana il progettista Jarno Zaffelli aveva dichiarato con orgoglio e convinzione: “Nessun’altra pista ha queste caratteristiche in termini di fluidità. Spero dia ai tifosi e ai piloti sensazioni uniche e li faccia uscire persuasi che si possono costruire dei cittadini non noiosi”.

Purtroppo per il designer che, per un attimo, ha fatto rimpiangere il fido uomo di Bernie Ecclestone Hermann Tilke, domenica sera non sono mancati i rimbrotti del paddock, a partire dalle esternazioni severe di Nico Rosberg, il quale, commentando quanto visto durante il GP ha reclamato un immediato intervento di modifica del layout in un’ottica più favorevole ai sorpassi non risparmiando neppure l’ambassador dell’evento Carlos Sainz, reo di non aver saputo dare le dritte giuste al responsabile del progetto.

Madring bocciato, piloti delusi dal primo GP di Madrid

Se il modello che mescola sezioni permanenti ed altre momentanee doveva essere promosso a pieni  voti, in realtà non ha trovato il favore di nessuno, almeno tra i protagonisti. Per Arvid Lindblad della Racing Bulls “non è stata la gara più eccitante”, mentre il brasiliano della Audi Gabriel Bortoleto ha ammesso di “essersi quasi addormentato” . Secondo Esteban Ocon della Haas il problema è stata la buona risposta delle gomme. A suo avviso, la carenza di degrado e di graining hanno, di fatto, plafonato le posizioni. “Se si fosse gareggiato il venerdì sarebbe stato diverso”, la sua riflessione.

E se Max Verstappen si è perfino proposto personalmente di prendere in mano il disegno e ritoccarlo sfoltendo il numero dei cambi di direzione, il campione in carica Lando Norris si è domandato come sia stato possibile avvallare l’idea di un tracciato del genere. Non solo l’assenza di azione ha tenuto banco nelle analisi post GP. Pure il tema sicurezza è emerso, tirato in ballo dallo stesso Sainz per via della scarsa visibilità in uscita da alcune curve ad alta velocità.

“È come Baku e Jeddah, ma la FIA sembra soddisfatta della direzione presa. Noi, tuttavia, come piloti dobbiamo esprimere le nostre preoccupazioni”, lo sfogo del driver Williams. Per concludere, ancora più tranchant è stato Fernando Alonso, il quale ha preso di mira il regolamento tecnico. “Con le monoposto attuali su una pista che presenta qua e là qualche sfida, l’input di chi guida è pressoché nullo. Anche il mio addetto stampa Michael Clayton potrebbe affrontare la curva 12 in pieno” , ha ironizzato.

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