Alonso il più amato dai colleghi della F1. Perez: "Fernando è diverso"

Chiara Rainis
Pubblicato il 2 settembre 2026, 14:33
Fernando Alonso potrebbe diventare un caso di studio. Sì, perché nessuno come lui alla veneranda età di 45 anni è mai stato così presente nelle cronache e nelle chiacchiere del paddock. Quando un colosso come Michael Schumacher espresse la volontà di ritirarsi nessuno, né nel 2006, né tantomeno nel 2012, si mobilitò per impedirglielo, lo stesso dicasi nel caso del quattro volte iridato Sebastian Vettel, andato via nell’anonimato più totale e finito presto nel dimenticatoio nonostante il suo curriculum. Al contrario, quello che andrà a fare nel 2027 lo spagnolo sta generando interesse e discussioni.
Affinché rimanga a lungo in gruppo si è mobilitato addirittura il CEO della F1 Stefano Domenicali, consapevole del suo gusto, quasi impareggiabile, per la sfida e per un carisma che lo ha reso un vero e proprio totem della massima serie, mentre non meno lusinghiere sono state le parole pronunciate da Max Verstappen il quale, dall’alto dei suoi due sigilli mondiali, in tempi recenti ha dichiarato ammirato dalla fame e dalla competitività del rivale: “Mi piacerebbe vederlo gareggiare fino a 60 anni, ma non credo sia fattibile”.
La sua verve e l’abilità di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo, specialmente nelle difficoltà come quelle vissute in McLaren tra il 2015 e il 2018, o le attuali in Aston Martin, rappresentano la sua forza e la ragione per cui in molti lo vorrebbero ancora in griglia in barba ad un’anagrafe sfavorevole.
Dal canto suo, l’asturiano pare essere pronto al prolungamento, rasserenato dalle ultime novità a livello di telaio e motore portate dal team di Silverstone, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. “Ci penserò nei prossimi giorni o nei prossimi mesi”, la replica vaga a chi gli domandava un data di scadenza per la decisione. Una cosa pare comunque certa, che sia al volante o in un’altra posizione, l’iberico non si muoverà dal box della “verdona”.
Perez incorona Alonso, la sua fame mai spenta di duelli e vittorie
Un’altra voce favorevole alla sua permanenza è quella di Sergio Perez. Ragionando sul calo di motivazione man mano che le primavere aumentano, il pilota Cadillac ha ravvisato nel Samurai un’eccezione. “Quando sei giovane pensi solo a migliorare, poi però si cambia e questo propulsore che si ha dentro comincia a perde. Fernando però è diverso e si vede”, il pensiero di Checo al podcast Beyond The Grid in cui sottolinea come l’iberico non si senta ancora arrivato, ma sia continuamente al lavoro per dare spettacolo, nella speranza di portare a casa quello che ancora gli manca: il terzo Mondiale dopo quelli targati Renault del 2005 e del 2006.
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