L'Argentina sogna la Formula 1 e Milei spinge la candidatura presso la FIA

Gli aspetti commerciali del campionato attengono a Liberty Media, l'esposizione del presidente argentino porterà a un progetto credibile per il ritorno della F1?
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L'Argentina sogna la Formula 1 e Milei spinge la candidatura presso la FIA
© Getty Images

Fabiano PolimeniFabiano Polimeni

Pubblicato il 1 settembre 2026, 11:58

La voglia di Formula 1 dell’Argentina non è nuova, così come le indiscrezioni di progetti che possano presentarsi a Liberty Media e alla Fia per candidarsi a ospitare un Gran Premio. La concorrenza è alta, considerato un calendario già con 24 appuntamenti e lo studio di nuovi mercati nei quali portare il campionato: il continente africano su tutti, oltre all’espansione in Asia.

L’ultima voce a spendersi pubblicamente per un ritorno del GP d’Argentina è la più autorevole, almeno per il ruolo istituzionale, con il presidente Javier Milei che in apertura del Congresso FIA Americano a Buenos Aires, alla presenza del presidente Ben Sulayem, ha rilanciato quello che ha definito un sogno.

Per un GP d'Argentina serve serietà istituzionale

“L’Automóvil Club Argentino ha dato un contributo enorme all’automobilismo nazionale e l’Argentina è un paese che ama le auto. La passione argentina per le corse è senza tempo. Ecco perché vi invito a sognare insieme a me. L’Argentina ha tutte le condizioni necessarie per accogliere nuovamente la Formula Uno e il campionato del mondo di Rally.

Abbiamo la tradizione. Abbiamo i piloti. Ora stiamo nuovamente sviluppando quella serietà istituzionale che queste categorie richiedono prima di scegliere un Paese. Abbiamo assolutamente tutto. È ora di accelerare a tutta velocità in questa direzione, e vi invito a fare di questo Congresso il primo passo verso quel ritorno”.

Gli investimenti, le strutture e la domanda per un GP d'Argentina

Servirà un impianto all’altezza della Formula 1, che nelle sue ultime scelte ha privilegiato circuiti e sedi di gara che fossero vetrine internazionali, spesso in ambiente urbano come nel caso del prossimo GP di Madrid. In punta teorica, un progetto per riportare l’Argentina nel calendario di F1 dovrebbe ruotare intorno alla capitale Buenos Aires, dove lo scorso aprile l’accoglienza per l’esibizione di Franco Colapinto è stata clamorosa, con diverse centinaia di migliaia di appassionati a seguire l’idolo argentino al volante di una Alpine di Formula 1 delle scorse stagioni.

Un’esibizione, tuttavia, non basta a sostenere la candidatura per reclamare un posto in calendario, che dovrà avere solidi finanziamenti privati, in un Paese la cui economia è ancora fragile, specialmente al suo interno. Per dirla con le valutazioni fatte da F1 sul progetto di gara in Rwanda, è necessario per il successo di un Gran Premio che vi sia la domanda stabile, leggi: presenza di pubblico, su più edizioni e non unicamente spinto dal fattore novità.

L’ultima volta che il Paese sudamericano ha ospitato una gara di Formula 1 è stato nel 1998, nell’impianto di Buenos Aires che nel 2017 è stato oggetto di un piano di ristrutturazione, senza però che quell’idea andasse avanti.

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