Il Madring fa infuriare i residenti, tra proteste, minacce e pure un furto di cavi

Chiara Rainis
Pubblicato il 31 agosto 2026, 16:15
Il Madring sarà il primo tracciato nuovo di zecca ad ospitare un GP di F1 dal 2023, quando a debuttare fu Las Vegas e, come ci si poteva immaginare, le lamentele non sono mancate, anzi continuano. La tendenza di Liberty Media a privilegiare le città a scapito delle zone isolate tipiche di un tempo, non poteva non alimentare disappunto tra gli abitanti del luogo. La stessa Formula E, concepita proprio per correre nelle strade centrali, ha dovuto via via ripensarsi, a causa delle incessanti proteste e ora gli ePrix effettivamente disputati in aree densamente abitate sono diventati la minoranza.
Chiaramente, se si desidera coinvolgere un pubblico normalmente poco attento al motorsport, l’unica strada percorribile sono proprio i tracciati cittadini, di converso si sa, che nei giorni della manifestazione e in quelle precedenti della preparazione, i disagi provocati saranno molti. Il gioco vale la candela? Per il Circus senz’altro, per chi vive sul posto parzialmente.
I rumori assordanti, il furto dei cavi, comincia male l’avventura del Madring
Da questo punto di vista chiedere ai madrileni che nell’attesa dell’appuntamento iridato in programma dall’11 al 13 settembre, hanno già vissuto delle criticità. Nulla di nuovo sotto il sole, se si pensa che per anni la stessa Monza è stata al centro del medesimo can can, ma di sicuro poco rassicurante per ciò che sarà il futuro della manifestazione.
Nello specifico dell’autodromo iberico, nel corso dei test della Formula 3 svoltisi pochi giorni fa, sarebbero stati denunciati rumori superiori ai 100 decibel. Ben oltre i 60 tollerabili. Per questo è stata creata una piattaforma web dal nome Stop F1 sulla cui homepage campeggia un inquietante conto alla rovescia e la scritta “Giorni che mancano ad un assalto alla salute dei residenti”.
A completare una piantina riguardante le aree della pista collocate in prossimità a punti sensibili come ospedali, asili, scuole, RSA e centri di culto, anche alcuni numeri relativi alle conseguenze della costruzione e delle gare, come i 700 alberi sacrificati, o la produzione di 10 tonnellate di CO2 rilasciate a corsa. Non bastasse, sul piede di guerra, i cittadini hanno reso noto che nel fine settimana del GP verranno installati rilevatori per registrare le eventuali infrazioni, così da potersi immediatamente rivolgere alle autorità. Ora, a rendere ancora più travagliata e complessa la marcia di avvicinamento, ci ha pensato un clamoroso colpo a sorpresa. Dalla zona del tunnel del circuito semi-urbano sono stati portati via dei cavi. A confermarlo all’agenzia di stampa EFE è stata la stessa polizia locale. Che si sia trattato di un vero e proprio furto o di un’azione di disturbo, non è dato sapersi. Certo le prossime settimane saranno piuttosto intense per gli spagnoli.
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